Primo Maggio 2014: al via la Garanzia Giovani per festeggiare la Festa dei Lavoratori | INFOGRAFICA

Il Ministro Poletti ha annunciato l’avvio della Garanzia Giovani in tutta Italia in concomitanza con la Festa dei Lavoratori. Ogni regione ha libertà nell’attuazione del programma voluto dall’UE per risanare la disoccupazione giovanile, il Piemonte sarà la prima a partire con la Garanzia Giovani Piemonte. In un’infografica il riassunto della situazione nelle altre regioni italiane.

Il 1° maggio 2014  al via in tutta Italia il programma europeo Garanzia Giovani. Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, aveva preannunciato il lancio del programma in occasione della Festa dei Lavoratori durante la fiera IoLavoro, svoltasi a Torino dal 9 al 11 aprile scorso.

Mancano poche ore, dunque, allo sblocco dei fondi (la disponibilità complessiva del programma per il nostro paese è di circa 1.513 milioni di euro) usati anche per creare un sistema di informazione e orientamento rivolto ai giovani NEET (not in education, employment or training) i quali, per rientrare nel programma, devono iscriversi ai centri per l’impiego della propria città. Da lì in poi ogni percorso sarà diverso. Lo stesso Poletti ha ribadito la libertà di ciascuna regione nello sviluppo e nell’attuazione del programma per due ragioni sostanziali: la prima è la variegata composizione dei giovani (ricordiamo che al sud ci sono molti meno specializzati e un tasso di abbandono scolastico più alto rispetto alle regioni del nord ), la seconda è fornita dalla diversità di strumenti posseduti da ogni singola regione. La regia spetta invece al Ministero, che deve far dialogare tra loro le singole regioni.

Una cosa simile l’aveva già spiegata l’ex ministro Giovannini nella sua visita alla Scuola Holden, qualche mese fa. Secondo il suo parere, infatti, attraverso la rete di comunicazione e scambio che si viene a stabilire con l’inaugurazione del portale di Garanzia Giovani, un diplomato siciliano potrà essere contattato dal centro per l’impiego di Torino se in possesso dei necessari requisiti. L’economista e statistico è stato uno dei principali ideatori e promotori dello Youth Guarantee a livello europeo, più di un anno fa, prima ancora che fosse firmata il, 22 aprile 2013, la Raccomandazione del Consiglio Europeo sull’Istituzione della Garanzia Giovani.

Ritornando al presente e all’attuale ministro, anche lui si dichiara favorevole all’idea della mobilità di ragazzi che hanno aspirazioni e vogliono realmente uscire dall’emarginazione sociale da NEET.

Non più dunque sussidi, ammortizzatori sociali e agenzie per il lavoro private: la nuova politica è attiva e chiede ai giovani di diventarlo; i centri per l’impiego (i tanto cari ex collocamenti) dovranno trasformarsi in strutture nuove, grazie all’utilizzo di sistemi telematici e all’ancor più importante contatto con le imprese. Queste ultime, sollecita Poletti, devono iscriversi e comunicare le proprie proposte, altrimenti il nuovo portale del lavoro non potrà funzionare: le aziende italiane hanno il compito di offrire opportunità ai giovani.

Nel Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani si analizza il contesto di crisi economica in cui il nostro paese si trova dal 2008; in esso la popolazione non occupata nella fascia d’età 15-29 è stimata a 6.370 milioni (2.254 sono NEET). I dati per regione e target, però, sono approssimativi per la mancanza di una banca dati efficiente, che si spera verrà potenziata grazie al Programma, ai Centri per l’impiego e alla collaborazione delle imprese.

Questa la situazione nelle varie regioni:

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Per quanto riguarda invece la Regione Piemonte, il 9 aprile è stata presentata dall’Assessore al Lavoro e Formazione professionale, Claudia Porchietto, la Garanzia Giovani Piemonte. Prima in Italia, la Regione ha creato un progetto, sostenuto dall’apposito portale GGP, con l’obiettivo di ottenere quest’anno 1.000 occupati in più, attivare 800 tirocini in Italia e Europa e 400 percorsi formativi nelle aziende piemontesi, e infine sostenere 50 persone nella creazione di impresa, sfruttando i 5.6 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo.

Pochi giorni prima dell’annuncio, il 4 aprile 2014, Federmanager, Manageritalia e Agenzia Piemonte Lavoro hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per delineare una forma sperimentale di welfare che da un lato aiuti i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro e dall’altro ricollochi manager disoccupati e neo-pensionati in possesso di competenze utili al sistema nascente. Come si legge nel documento, l’obiettivo sarà la creazione e il consolidamento di startup innovative da parte dei giovani con il supporto di manager che faranno del mentoring su aspetti amministrativi, organizzativi e gestionali relativi allo sviluppo dell’azienda, appoggiandosi a degli incubatori aziendali (una realtà già esistente è l’incubatore del Policetnico I3P da cui è nato TreataBit, incubatore di progetti digitali).

I giovani piemontesi, nella fascia dai 15 ai 24 anni, iscrivendosi al sito web si candidano a ricevere entro 4 mesi opportunità di lavoro in Italia e in Europa, di formazione e tirocinio, di volontariato, cooperazione e servizio civile, di supporto alla creazione di imprese. Si estende ai 30 anni e con gli stessi servizi riservati ai primi, il supporto offerto dal Youth Corner, previsto per ogni centro impiego: ogni lunedì vengono offerti incontri durante i quali ci si confronta in gruppo sul mercato del lavoro, i contratti, la possibilità di mettersi in proprio e si impara come muoversi sul web nella ricerca di un lavoro o come compilare un valido curriculum vitae.

In conclusione, dunque, sembra che la Regione Piemonte, l’Italia e l’Europa siano propense alla necessità di una politica del lavoro attiva: le aziende avviate devono andare incontro alle esigenze dei giovani in cerca di occupazione, i quali, da parte loro, devono mettersi concretamente in gioco nel mondo lavorativo.

Luisa Chiaese @LuisaChiaese
Giulia Cuter @cutergi