Bonpàt, la app del cibo di strada a Torino

Siamo stati a pranzo coi tre torinesi che da quasi un anno mappano il meglio dello street food di Torino per scoprire come è nata l’idea e come operano nella ricerca dei locali da inserire nella guida.

Nel giugno 2013 è uscita Bonpàt, la app gratuita che mappa il meglio del cibo di strada a Torino. Il suo nome, in dialetto piemontese, significa “a poco, economico” e si riferisce al prezzo del cibo di strada. Bonpàt, nata per Apple ma dal 4 marzo 2014  scaricabile anche su Android, è diventata la app ufficiale del cibo di strada torinese grazie alla collaborazione con Turismo Torino. Ciò che la rende davvero speciale però è che tutti i locali mappati sono stati provati dai suoi ideatori Paolo Patrito e la moglie Serena Poletto Ghella, Ivan Rachieli ed Enrica Crivello (che ora ha lasciato il progetto).

Per capire come due coppie di amici torinesi hanno concepito l’idea di creare una guida dello street food da portare sempre con sè sul proprio smartphone, abbiamo intervistato i tre che ancora lavorano alla app. Li abbiamo incontrati a pranzo al Sarajevo Balkan City Food, un locale che fa street food secondo la tradizione slava a pochi passi dalla stazione di Porta Susa. Ivan fa il web designer, ma per anni ha lavorato nell’editoria digitale, Serena è una stilista, quando la incontriamo ha una caviglia rotta a causa di un incidente e il riposo forzato le sta iniziando a stare stretto, suo marito Paolo fa il giornalista ed è il papà di Bonpàt.

Tutti e tre amano il cibo di strada, quello unto e “vero” che si compra alla rosticceria o al chioschetto dietro casa. Tutti e tre hanno viaggiato molto e mangiato lo street food locale, dal kebab in Turchia all’hamburger negli USA. Tutti e tre sono torinesi e hanno alle spalle anni di soste all’alba per mangiare qualcosa dopo una nottata fuori. Da queste basi a Paolo e Serena viene l’idea di scrivere una guida cartacea al cibo di strada di Torino. Il libro, però, ha dei difetti: gli mancano l’immediatezza e la facilità di consultazione che ha invece una app. I tre scoprono Map2app, una piattaforma che, con un centinaio di euro al mese, permette di creare una app che mappa dei luoghi di interesse. Bonpàt diventa quindi una app che divide in dodici aree il cibo di strada (piadine, gelato, fritti, cibo regionale…), presenta ogni locale con una breve recensione e alcune foto e lo inserisce nella mappa della città.

Quello che rende Bonpàt davvero diverso dalle altre guide, però, sono la passione e l’interesse di Ivan, Serena e Paolo per il cibo di strada. I primi venticinque locali recensiti e mappati, infatti, sono i luoghi in cui i tre erano soliti comprare cibo di strada, i posti che conoscevano e su cui sapevano di poter fare affidamento dopo una nottata fuori. A ogni locale recensito corrisponde un pranzo o una cena dei tre. Anche il pranzo con noi era la prova di un locale consigliato loro dagli utenti della app. Bonpàt, infatti, oltre che con le esperienze dei suoi creatori, cresce anche coi consigli dei suoi user con cui lo staff della app comunica tramite Facebook, Twitter e Tumblr. Bonpàt ha un buon dialogo coi suoi fruitori che sono per il 60% uomini tra i 25 e i 35 e in particolare su Tumblr i tre sviluppatori del progetto si raccontano e condividono ricette e consigli.

Oltre che ai followers, i tre di Bonpàt sono fedeli alla loro missione: per essere inserito nella loro app, un locale deve servire street food “vero”, ossia unto e rispettoso della propria tradizione.

Su Bonpàt non sono recensiti M** Bun e L’Hamburgheria di Eataly perchè gli hamburger veri non sono di tagli scelti, ma di carne grassa. Bonpàt non cerca il cibo sano, ma il cibo di strada.

Se il cibo supera il giudizio dei tre, i piatti e il locale vengono fotografati con lo smartphone, poi si parla coi proprietari e si raccolgono le informazioni utili alla recensione. In ogni descrizione su Bonpàt si segnala, infatti, se il locale serve cibo adatto alla dieta vegana e a quella vegetariana oltre che ai possibili metodi di pagamento e all’orario di apertura.

Bonpàt in un anno ha quasi triplicato il numero di locali recensiti ed è diventata la guida “ufficiale” dello street food a Torino grazie alla collaborazione con Turismo Torino, ma cosa si aspettano Ivan, Paolo e Serena dal futuro?

Numericamente di riuscire a recensire un centinaio di locali, di trovare qualche investitore che supporti il progetto e magari di esportare il modello di Bonpàt ad altre città, ma per fare questo servono tempo e finanziamenti. 

Intanto i tre continuano a cercare il migliore street food si Torino e si preparano a lanciare una versione di Bonpàt in inglese per i turisti stranieri.