Materest, la startup che ti fa scegliere il coinquilino perfetto (e amare la convivenza)

Federica Toso: «Il nostro obiettivo è quello di far risparmiare tempo a chi cerca e a chi offre casa, abbattendo incompatibilità e disagi durante la convivenza»

materest-team«Contando tutto il team abbiamo avuto più di venti coinquilini in questi anni di studio fuori sede. Abbiamo perciò toccato con mano i problemi e le esigenze di questo mondo. Con Materest vogliamo ribaltare il rapporto tra chi cerca e offre casa. Il nostro obiettivo è quello di far risparmiare tempo a entrambi e ridurre le incompatibilità scoperte durante la convivenza: sarebbe tutto molto più facile se chi ha un posto da offrire potesse scegliere il nuovo coinquilino in base alle proprie esigenze e chi avesse bisogno di una sistemazione andasse a vedere solo le case in cui è stato preselezionato».

Federica Toso, ligure trapiantata a Torino, crede moltissimo nella sua startup, fondata insieme a Marco FIore e Simone Borgnese. In essa ha riversato idee, energie e speranze. Le esperienze precedenti l’hanno aiutata a capire quale potesse essere la sua strada e, dopo alcuni anni di lavoro dipendente, ha deciso di provarci con un team preparato ed eterogeneo: «Ho studiato ingegneria gestionale qui al Politecnico di Torino e ho iniziato a lavorare in Fiat uscendo dalla triennale. Al tempo avevo subito il fascino della grande azienda e delle possibilità di far carriera. Mi occupavo di e-Learning e formazione online ma dopo due anni di lavoro, e l’inizio della specialistica, mi ero stufata di un ambiente troppo ingessato, burocratico e noioso. Per scrivere la tesi ho deciso di andare in un ambiente più innovativo, trovando posto tra le file di MyTable. Ho incominciato a lavorare per loro a dicembre 2011 e sono rimasta anche lì due anni occupandomi di varie cose e diventando una figura un po’ borderline. Mi occupavo soprattutto di web marketing ed è stato un periodo molto formativo perché mi ha permesso di conoscere meglio il mondo delle startup».

Poi arriva la svolta, il desiderio di provarci con un proprio progetto condiviso da colleghi e amici professionisti: «Con Marco e Simone ho partecipato allo Startup Weekend a marzo 2013, qui a Torino, portando l’idea embrionale di Materest proposta da Simone. Nel frattempo ho continuato a lavorare per Mytable per un altro paio di mesi fino a che ho deciso di dedicare tutto il mio tempo a questa startup. Oggi, ovviamente, faccio ancora delle consulenze perché Materest, essendo appena nata, non ha ancora un modello di business attivo e non è ancora profittevole. Ma il percorso è appena nato e sono ottimista». Attualmente Materest è incubata dentro Treatabit, il programma di supporto alla startup digitali di I3P.

COME FUNZIONA

L’idea che sta alla base di Materest è quella di dare supporto agli utenti non solo nel momento della ricerca ma anche in quello della successiva gestione della convivenza: «È importante scegliere le persone giuste quanto darsi delle regole e imparare a conoscere e padroneggiare strumenti che possano aiutare il quieto vivere. Per questo abbiamo costituito un blog in cui cerchiamo di dare consigli e suggerimenti. A breve però siamo intenzionati a lanciare una serie di servizi che possano migliorare e ottimizzare la convivenza».

La prima fase di Materest è incentrata quasi completamente sulla figura del coinquilino. Tutti gli annunci online hanno la caratteristica di essere molto dettagliati: «Le persone che stanno cercando una sistemazione arrivano sul nostro sito, inseriscono il loro annuncio e si descrivono. La persona che sta cercando un coinquilino può cercare la persona più adatta alle sue esigenze valutando stile di vita, interessi e ritmi giornalieri: da quello che vuole uscire tutte le sere a quello mattiniero; da quello che ama la tecnologia a quello che va matto per la pallavolo. Si cerca cioè quella persona con cui avere dei punti in comune per poter avviare al meglio una relazione». A completare il quadro non mancano certamente tutti quei parametri più comuni: età, studi, spese e scelta del quartiere.

Ogni iscritto deve collocarsi all’interno di uno dei quattro profili scelti dal team di Materest:

– Profilo DIVANO: Una persona che ama fare amicizia, condividere esperienze ma anche avere una sua vita più privata.

– Profilo SPECCHIO: La persona che si adatta alle situazioni e non ha particolari esigenze.

– Profilo BOILER: La persona dinamica che ama condividere esperienze. Colui che intende socializzare continuamente con i coinquilini come se fossero amici.

– Profilo FANTASMA: La persona che in casa non vuole avere niente a che fare con le altre persone e che la userebbe solo come punto d’appoggio.

Successivamente devono essere compilati altri campi relativi a tutta una serie di informazioni su cosa piace o non piace fare all’interno della casa. Una scheda completa su abitudini e comportamenti e che in qualche modo contribuiscono a dipingerne la personalità del candidato.

Studi e ricerche dimostrano che con gli strumenti attuali il processo di ricerca di un’abitazione in affitto dura mediamente un mese e mezzo, si visitano più o meno 6 case e nel 63% dei casi si sceglie di cambiare sistemazione a causa di problemi con i coinquilini: «Ecco i numeri e i disagi che vorremmo abbattere con la nostra idea».

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BUSINESS PLAN

Ancora in fase d’implementazione sarà legato a servizi in abbonamento: «Servizi che riguarderanno l’aumento della visibilità di determinati annunci; la possibilità per i privati di affittare più stanze di una stessa casa; assicurazioni per il futuro coinquilino riguardanti, ad esempio, la caparra o simili».

Il mercato di riferimento è costituito principalmente da studenti fuori sede e da single che cercano un appartamento in condivisione. Si tratta di circa 3,8 milioni potenziali clienti in Italia, oltre 20 milioni in Europa e 32 milioni in Usa. Su Materest chiunque può inserire un annuncio gratuitamente. Chi ha a disposizione un alloggio potrà contattare gratuitamente solo due utenti al giorno, per aumentare il numero di contatti e le visibilità dell’annuncio sarà invece necessario sottoscrivere, per l’appunto, uno dei servizi in abbonamento.

Dopo l’estate, con il superamento della fase beta, anche il volto di Materest potrà avere contorni più delineati: «La prossima mossa è quella di far uscire la versione ufficiale online, che avverrà probabilmente a metà ottobre. L’accompagneremo con alcune applicazioni che migliorino la fruibilità del servizio, come una box in app. Accorgimenti che possano scavalcare il sistema mail, oggi condiviso da tutti i siti di annunci, che ci appare antico e scomodo. Pian piano poi aggiungeremo tutte le varie funzionalità per migliorare la ricerca della casa e la comparazione dei vari appartamenti. Infine cercheremo di dedicare più tempo possibile a dare informazioni sulla città in cui il futuro coinquilino si trasferirà: quartieri, viabilità, mezzi pubblici e tutta una serie di servizi che di solito si conoscono solo vivendoci. Tra i nostri obiettivi, quindi, c’è anche quello di anticipare l’acquisizione di queste nozioni che potranno, fin da subito, far vivere meglio le persone in una nuova realtà».

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Nome e Team

Il team di Materest mette insieme competenze complementari: ci sono 2 ingegneri gestionali che condividono il percorso accademico, due laureati in informatica che si conoscono da numerosi anni e un neolaureato in economia. Federica, Ceo e co­fondatrice esperta di marketing, Marco il guru dell’informatica, Simone il developer dalle mille idee, Silvia la business analyst poliglotta e Alessandro il giovane responsabile finanziario.

Il nome deriva invece dall’unione di due parole, “mate” e “interest”. «La traduzione sarebbe orientata al concetto “compagno di interessi” ed è nato durante lo startup weekend. Non era la nostra prima scelta ma quelli che ci piacevano spesso erano già presi o prenotati come domini. Però alla fine ci sembra rispecchiare quello per cui è nato anche se qualcuno continua a scambiarci per “materassi”…»

Idee, competenze, esperienze nel settore, un know how ben chiaro e un nome pronto per la futura internazionalizzazione del servizio. Gli ingredienti giusti per poter sviluppare un prodotto di qualità: « Ora ci piacerebbe incontrare delle persone che siano in grado di intravedere il potenziale di questo progetto e che possano darci una mano per farlo crescere più rapidamente, cosa non sempre facile qui a Torino».

Alessandro Frau (@ilmercurio85)

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