"Crea, collabora, investi": ecco come Bizanami aiuta le startup a cambiare l'Italia (e il mondo)

Dal Working Capital a I3P, da Torino a Sydney, dal Global Shapers allo Youth20: «Miglioriamo il mondo formando giovani imprenditori, rilanciando competenze e mettendo in relazione talenti»

Bizanami è un progetto lanciato da cinque under 30 torinesi che hanno deciso di cambiare il mondo. E non solo a parole. Sono partiti da una solida convinzione: chiunque può attivarsi per dare concretezza alla propria idea imprenditoriale attraverso l’acquisizione e la trasmissione di conoscenze e strumenti. Per questo hanno deciso di fondare questa startup dal nome così particolare: Biz si rifà direttamente al concetto di business  mentre Izanami è la dea giapponese dell’arte creativa. I fondatori però hanno una visione molto più ampia e il loro impegno si diffonde anche al di fuori dell’Italia:

Giovanni Porcellana, 27 anni, ingegnere nucleare al Cern di Ginevra e co-fondatore di Bizanami, è stato il capo-delegazione della spedizione italiana all’ultimo Youth20, tenutosi dal 12 al 15 luglio in Australia. In quei tre giorni d’intenso lavoro, i giovani rappresentanti delle nazioni appartenenti al G20, si sono incontrati per far sentire la voce globale di una generazione che vuole essere parte attiva nelle sfide, economiche e no, dei prossimi anni. Insieme a Gianluca Buniato, ingegnere gestionale e ideatore di Bizanami, fa parte dei Global Shapers torinesi e della Young Ambassador Society. Una partecipazione attiva che esemplifica in maniera evidente la missione che sta alla base del progetto e che guida il team: rappresentare un punto di riferimento per l’ecosistema del proprio territorio, aiutare a migliorare il benessere della propria nazione e, infine, contribuire a fare rete a livello internazionale.

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LA STORIA

«Bizanami nasce con l’obiettivo di aiutare tutte quelle persone che vogliono realizzare un proprio business, offrendo una piattaforma per mettersi alla prova e concretizzare passo passo le proprie idee imprenditoriali». Claudio Bortolussi, tra gli ultimi arrivati del team Bizanami, ha una voce squillante e decisa, il portavoce ideale per raccontare un progetto che fa dell’entusiasmo e della professionalità il suo marchio di fabbrica: «Oggi non è impossibile trasformare un’intuizione in realtà e diventare così imprenditori. Ovviamente ci vuole grande studio, energia e determinazione. In Bizanami gli utenti vengono supportati da un ricco percorso formativo che, oltre a fornire strumenti e competenze, connette aspiranti imprenditori, collaboratori, partner e possibili investitori».

Le fondamenta di Bizanami vengono gettate nel 2012 quando Gianluca, mentre frequenta un master sull’imprenditoria, si confronta con Giovanni e Matteo Fasano, dottorando del Politecnico di Torino, su quante informazioni e competenze manchino ad un giovane per poter lanciare una propria attività. Così, stimolati da questi temi, decidono di costituire insieme il primo nucleo di MYSU, Make Your Start Up, la versione primordiale di Bizanami. Con essa partecipano al programma dell’acceleratore Working Capital di Telecom Italia, ottenendo un notevole successo e conquistando un grant d’impresa. Fondi che permettono alla startup di partire concretamente. I tre, di ritorno a Torino, cominciano subito a stringere collaborazioni con alcune realtà creative e imprenditoriali del territorio, conosciute grazie alla rete di contatti creata da Gianluca e Giovanni partecipando all’Hub dei Global Shapers. Il team nel frattempo si è ingrandito, accogliendo sviluppatori, web designer e comunicatori. Attualmente Bizanami è incubato all’interno del Treatabit, il programma di supporto per startup digitali di I3P e da circa un mese ha lanciato la versione beta della piattaforma.

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Team Bizanami al Working Capital

COME FUNZIONA

“Crea, collabora, investi”: Sono tre le azioni che guidano la community di Bizanami e che corrispondono a tre tipologie differenti di potenziali utenti:

Builder: coloro che fondano i progetti d’impresa. Utenti dotati di una particolare visione e che hanno intenzione di far partire un business in Italia grazie a idee innovative: progetti web, progetti legati a un prodotto, engineering, progetti legati alla sperimentazione e alla ristorazione, non-profit e così via.

Joiner: persone che vogliono collaborare mettendo i propri talenti e le proprie competenze a disposizione di chi ha avuto l’idea. Possono iscriversi direttamente sulla piattaforma e contattare i fondatori dei vari progetti instaurando proficue collaborazioni. Bizanami si propone come una sorta di social network costruendo una rete fitta di contatti tra gli attori di uno stesso spettacolo.

Investor: chiunque voglia investire su un’idea avrà a disposizione tutto il database delle imprese di bizanami, compreso il monitoraggio e le valutazioni fatte nel percorso di formazione e crescita.

In una seconda fase, Bizanami propone un modello di supporto completo e differenziato in base all’utente singolo: «Abbiamo individuato sei indicatori per ogni tipologia d’impresa: progetto, prodotto, marketing, settore, mercato e finanza» conferma Claudio «Questi sono gli aspetti in cui ogni utente può e deve migliorare, passo dopo passo, con Bizanami. Un processo di affiancamento che permette di mettere in discussione l’dea iniziale e individuare lati positivi e negativi. Il risultato è quello di un’evoluzione positiva del progetto stesso e di un progressivo ridimensionamento e annullamento delle lacune iniziali».

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MODELLO DI BUSINESS

Da giugno è online una beta pubblica: «L’idea è quella di dare a disposizione Bizanami a tutti coloro che vogliono scoprirla e utilizzarla. Quando arriveremo a sviluppare la versione definitiva, cosa che accadrà molto probabilmente in autunno insieme ad un’app dedicata, offriremo un servizio freemium creando dei pacchetti ad hoc per le varie esigenze dei nostri utenti. per quanto riguarda le registrazioni c’è stato un ottimo flusso iniziale: abbiamo superato la centinaia di utenti in breve tempo, per poi stabilizzarci con una crescita costante. È interessante scoprire che, tra chi ha aderito, ci sono persone che vivono al di fuori del contesto italiano: Olanda, Svizzera e Regno Unito soprattutto, un respiro subito internazionale che ci ha fatto molto piacere. È un pubblico eterogeneo anche per quanto riguarda l’età: non sono solo i giovani ad aver deciso di provare a interagire con Bizanami. Abbiamo registrato la presenza di persone che, ad un certo punto della loro vita professionale, hanno deciso di rimettersi in gioco o di fornire le proprie competenze al futuro che avanza».

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Ma qual è il principale problema che Bizanami si trova a dover risolvere nei giovani imprenditori italiani?

«Sicuramente, una cosa prettamente italiana, è il fatto di essere troppo nozionistici e poco concreti, molto generalisti e poco attenti ai particolari. Bisogna lavorare sull’approccio: imparare tutta la teoria disponibile ma dimenticarsi dell’importanza della pratica è un modello di formazione incompleto e insufficiente. Abbiamo riscontrato che, in molti startupper, c’è una buona base teorica a cui non segue un’altrettanta conoscenza di ciò che serve per portare avanti un progetto in termini di skills, business plan e comunicazione. Bizanami viene incontro anche a queste necessità».

Un team di under 30 che vuole cambiare il mondo formando giovani imprenditori, rilanciando competenze e mettendo in relazione talenti di varia natura. Senza dimenticare che «Bizanami può aiutare chiunque a diventare imprenditore ma il segreto principale è quello di dare sostanza ai propri comportamenti attraverso la volontà, l’energia, la positività e il desiderio di realizzare qualcosa che abbia un valore».

Alessandro Frau (@ilmercurio85)

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