RECTV: «I nostri video per raccontare il lavoro di startup e freelance»

Conoscenze, talenti, energie, sogni e finanze. Ecco come un team di under 30 torinesi, guidato da Ilaria Chiesa, ha creato “la startup delle startup”.

Ilaria Chiesa

Ilaria Chiesa

«Hai un’idea vincente? Assicurati che tutti lo sappiano!». C’è chi il futuro non lo aspetta ma decide di costruirselo, senza lamenti e con grande coraggio. La squadra di RECTV, capeggiata da Ilaria Chiesa, è composta da giovani torinesi, tutti under 30, che dopo l’università e alcune esperienze come freelance, hanno deciso di crearsi il lavoro: «Ci siamo conosciuti studiando» racconta Ilaria «Molti di noi hanno fatto il DAMS a Torino seguendo indirizzi diversi: cinema, multimedialità o comunicazione. Ognuno di noi ha comprato un po’ di attrezzatura e così siamo riusciti a mettere insieme tutto quello che poteva servire per offrire un buon servizio. Non siamo ancora in grado di produrre un film ma un progetto in HD di alto livello sì». Nasce così “la startup delle startup” mettendo insieme conoscenze, energie, talenti, sogni e finanze. Un team formato da due videomaker, due autori-copywriter, un addetto ufficio stampa, un grafico web-designer e un animatore: «Rispondiamo a tutte quelle esigenze che sono decisive per raccontare al meglio una startup».

COME FUNZIONA. È l’esperienza a far fiorire un’idea, quel senso d’insoddisfazione che convince a mutar strada e a risolvere problemi riscontrati sul campo:  «Lavoravo in una casa editrice come freelance ma non mi trovavo bene e non vedevo molte prospettive di crescita. In compenso avevo molte idee in testa e una gran voglia di provare a metter su qualcosa di mio: questo è stato il primo passo per realizzare RECTV. Con gli altri ragazzi siamo partiti da una domanda: qual è oggi la principale esigenza per startupper e freelance? Secondo noi è quella di farsi conoscere e di conoscere. Abbiamo perciò cercato di dare concretezza a questa risposta. Da una parte siamo una web tv dedicata a eventi, freelance e startup ma dall’altra siamo un team qualificato che può supportare il cliente nella promozione della sua idea. Per fare questo cerchiamo di realizzare un progetto di comunicazione ad hoc a secondo dell’esigenza e delle peculiarità di chi abbiamo davanti. Questa è la nostra mission.

Il progetto RECTV s’articola in diverse forme e crea contenuti unendo diversi tipi di linguaggio:

- Promuove, con una web tv,  videocurriculum, showreel, spot, interviste, videopitch
– Fornisce uno studio ad hoc della brand identity partendo dal logo.
– Analizza una strategia di social media communication che individui i social network in cui
essere presenti con la propria attività
– Articola una promozione offline con la partecipazione di startupper e freelance a eventi tematici
– Sviluppa una comunicazione stampa trasversale tra nuovi media e strumenti tradizionali.

Una serie di opportunità che comportano piccole spese rispetto alle richieste del mercato: «Costiamo molto meno di un’agenzia pubblicitaria perché siamo una casa di produzione low-cost. Proponiamo il nostro servizio soprattutto a incubatori e coworking però lavoriamo anche per le esigenze dei singoli. Se un cliente arrivasse dicendoci di avere un budget di, per esempio, 500 euro, noi realizzeremmo un progetto ad hoc, di grande qualità, senza sforare quel budget»

Un ampia gamma di servizi sintetizzati dal nome RECTV: «Ci sembrava adatto perché, in quella parola chiave, si può intuire completamente la visione del nostro lavoro: noi ci occupiamo di freelance e startup ma facciamo anche produzione».

RECTV_Ilaria Chiesa e il team al lavoro

IL MODELLO DI BUSINESS (e l’esperienza all’interno di I3P).

La storia di RECTV è esemplare anche per mostrare quanto sia importante il lavoro svolto dal treatabit, il programma di supporto alle startup digitali dell’Incubatore del Politecnico: «A gennaio ho partecipato, per pura curiosità, a un evento che si chiama “startuppato“. Davanti ai miei occhi si succedevano vari aspiranti startupper che spiegavano brevemente in che cosa consisteva la loro intuizione. In quel momento mi si è aperto un mondo. Così ho provato a contattare I3P per illustrare la mia di idea che, fortunatamente, è piaciuta. Ora siamo incubati dentro il treatabit dai primi di aprile e io passo qui dalle 18 alle 20 ore al giorno. Da quel momento in poi il progetto RECTV si è evoluto acquistando una forma molto più convincente».

Così come ha giocato un ruolo essenziale, in questi quattro mesi, il fatto di lavorare fianco a fianco con altri startupper: «Stare dentro un coworking mi sta permettendo di capire dove e come modificare RECTV. Avevo cominciato con l’intenzione di creare un portale di download di video pitch ma mi sono resa conto, studiando la normativa, che si potevano avere dei problemi legati al diritto d’immagine. Così ora abbiamo due modelli di business: uno, più classico, legato alla produzione di video come service durante gli eventi; uno, più innovativo, legato al download personalizzato: realizziamo ciò video che il singolo utente può scaricare privatamente. Inoltre, essendo il nostro fine principale quello di offrire a freelance e startup un mezzo di promozione, stiamo puntando molto alla creazione di un network, in particolare con eventi, media (radio, magazine online) ed enti del settore, in modo da garantire loro la massima visibilità».

RECTV è stata recentemente presente anche in toolbox, un altro spazio coworking torinese, dove si organizzano eventi di networking sui temi del lavoro autonomo, della creatività, dell’innovazione: «Li abbiamo contattati per seguire il programma di sviluppo che abbiamo in mente per RECTV: per il primo anno diventare punto di riferimento per un incubatore e per un coworking a Torino; durante il secondo e terzo anno spostarci verso Milano; scendere, infine, verso Roma nel quarto e quinto anno. La nostra visione è quinquennale, perciò siamo molto contenti che il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico ndr) abbia allungato la normativa per le startup proprio a cinque anni».

(video realizzato per Dustapp)

IDENTITÀ

Il viaggio di RECTV, nonostante la mole di lavoro già fatta, è appena partito: «Siamo online da una settimana, con una versione beta, anche se abbiamo partecipato e documentato diversi eventi come il digital festival e lo startup weekend, quest’ultimo come media partner. Dopo quattro mesi d’incubazione abbiamo già una newsletter ricca di contatti a cui spedire il materiale che abbiamo realizzato e realizzeremo durante questi e altri appuntamenti. Non vogliamo però diventare una sorta di youtube del settore: cerchiamo di sviluppare una piattaforma in cui i nostri clienti, ricercatori, freelance e startupper, possano trovare dei professionisti che li aiutino a sviluppare o valorizzare idee, studi e progetti. Un servizio che, inoltre, potrebbe interessare anche agli investitori per trovare progetti validi da finanziare».

E non a caso Ilaria parla di ricercatori: «RECTV è anche la mia tesi di laurea magistrale, incentrata sui nuovi media. L’Università rappresenta l’altro canale a cui guardiamo per il futuro: vogliamo fare video sui progetti di ricerca degli atenei italiani. Crediamo sia un altro servizio utile sia per chi ne è protagonista e sia per chi li dovesse vedere. Per questo ci siamo già messi in moto anche in questa direzione».

RECTV_il team al lavoro

 COME SI RICONOSCE UN BUON VIDEO?

«Innanzitutto dalla qualità con cui è stato realizzato e dallo studio analitico che c’è dietro. I nostri autori contattano direttamente la startup per poterla analizzare su più fronti, con un lavoro di copywriting completo che mira a non trascurare nulla. Dobbiamo sempre capire quali sono i lati forti e i lati deboli del progetto ma anche delle persone che appariranno in video. Ci occupiamo soprattutto di materiali che andranno nel web, adatti per essere rilanciati sui canali social, e che per questo devono rispettare alcune caratteristiche precise. Ti posso fare l’esempio della durata: non più di tre-quattro minuti per un video di presentazione, non più di un minuto per uno spot. Per noi è fondamentale mettere a proprio agio la persona che si troverà di fronte alla telecamera, cosa non sempre semplice. Insistiamo sempre molto a replicare più volte il messaggio finché non arriviamo più vicino possibile alla perfezione. Siamo soddisfatti solo quando ciò che giriamo e montiamo può rappresentare in pieno il valore della startup, il lavoro del freelance o l’atmosfera di un evento. Oggi abbiamo ottimi rapporti con i nostri clienti anche grazie a questa particolare attenzione, la fidelizzazione e la fiducia spesso racchiudono il segreto di un buon video».

Ed eccone, infine, la dimostrazione:

Alessandro Frau (@ilmercurio85)