Una startup per evitare le code dal medico: a Torino PassaPrima

A Torino nasce la startup che vuole far recuperare agli italiani parte di quelle 400 ore perse, ogni anno, ad attendere il proprio turno in coda

A fine 2013 un’indagine dell’Istat rivela che ogni italiano perde in media 400 ore all’anno nello stare in fila. Sedici preziosi giorni buttati con un numerino in mano ad attendere il proprio turno, spesso senza riuscire ad ottenere ciò per cui si è pazientato a lungo. Paolo Motta ha avuto l’intuizione per fondare la sua startup, insieme a Michele Cisternino e Janet Garza, proprio dopo una di queste disavventure: «Mi sono trovato nelle condizioni di dover prenotare un appuntamento per una visita diagnostica particolare chiamata epiluminescenza. È stata una vera avventura. Non sapevo a chi rivolgermi e ho dovuto combattere con una confusione diffusa e a tratti snervante. Guardandomi attorno mi sono accorto che questo è un fenomeno di massa e che interessa controlli medici di varia natura. Partendo dalla volontà di risolvere questo problema abbiamo deciso di aprire un sito che potesse fornire un servizio di ricerca e prenotazione di esami diagnostici in ambito privato. Un portale in cui si potesse fare tutto in maniera semplice e gratuita».

PassaPrima nasce così in in quello stesso anno per opera di due imprenditori torinesi e un’imprenditrice messicana. Paolo e Michele sono amici da una vita, Michele e Janet lavorano insieme da tantissimo tempo. I tre fondano inizialmente Tipper, un’azienda specializzata nella computer grafica e nel render 3D per il marketing, la stampa ed il web. Un’attività che ancora convive con PassaPrima pur percorrendo un tragitto differente.

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Come si fa a “passare prima”?

L’interfaccia del sito, molto intuitiva, indica all’utente l’inserimento di tre informazioni: l’area geografica in cui si vuol fare l’esame, la specialità dell’esame e che tipo di prestazione si chiede. Il sistema troverà automaticamente la soluzione migliore tra le cliniche private o convenzionate esaudendo così la richiesta. Successivamente si può optare per due possibilità d’azione: prenotare direttamente dalla piattaforma il proprio esame o recuperare tutti i dati delle strutture in questione per prenotare in un secondo momento, magari dopo aver approfondito caratteristiche e visionato immagini.

A questo punto il messaggio di prenotazione arriva direttamente alla clinica che avrà premura di registrarlo. PassaPrima, invece, contatterà l’utente inviandogli un promemoria e ricordandogli così della visita. Chi decide di usufruire del servizio pagherà il suo esame direttamente in clinica e non dovrà anticipare nulla durante la fase di prenotazione. I messaggi saranno inviati via smartphone, attraverso un’app in corso di perfezionamento.

PassaPrima inoltre vuole proporsi come di motore di ricerca che raccoglie le informazioni dei medici in modo trasparente e completo, pubblicando il profilo dello specialista, gli studi svolti, le esperienze professionali e le prestazioni fornite.

Anche il nome è frutto di una riflessione e di un cambiamento: «Ne avevo scelto un altro ma uno psicologo che si occupa di indagini di mercato ci ha detto che saremo stati banalotti. Allora abbiamo pensato ad un’alternativa e abbiamo tirato fuori questo nome che rispecchia più il vantaggio effettivo che si ottiene usufruendo del nostro servizio».

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L’obiettivo che i tre si sono preposti è quello di partire da Torino, città satellite per le startup italiane, per poi espandersi in tutta Italia. Per quanto riguarda l’estero invece il discorso si fa più difficile perché, come ricorda Paolo, «bisognerebbe conoscere perfettamente tutti i sistemi sanitari esistenti. Per questo siamo molto focalizzati sul territorio nazionale. Ma questo discorso avviene anche al contrario: alcune realtà americane che hanno ideato un sistema simile diffidano dell’ecosistema sanitario italiano perché profondamente diverso da quello con cui sono abituate a lavorare».

Anche PassaPrima ha dovuto lottare con il sentimento della diffidenza, stavolta tutta italiana: «Molte strutture pensavano che competessimo con loro. Poi, quando hanno capito che in realtà noi rappresentavamo un possibile canale distributivo, si sono dimostrate più favorevoli e hanno accettato l’ingresso della tecnologia nel loro mondo. Noi non facciamo alcun tipo di visita ma forniamo loro una visibilità maggiore raggiungendo più utenti. Il problema da superare riguarda l’alfabetizzazione di questo servizio perché molte cliniche sono convinte di avere già un sistema di prenotazione efficiente senza vederne i limiti evidenti. Bisogna far capire loro che PassaPrima offre una semplificazione di questo servizio e in più aggiunge la possibilità di essere una vetrina diversa tramite cui ottenere più prenotazioni».

Il servizio è pronto a decollare. La versione beta è stata lanciata da pochissimo ma ha già ottenuto la disponibilità di diverse cliniche del torinese (circa l’80% del territorio): «Chiuderemo i primi contratti di affiliazione a settembre-ottobre e partiremo per il pubblico intorno a dicembre-gennaio. Guadagneremo circa l’8% del costo totale di ogni visita prenotata grazie al nostro servizio. In una seconda fase allargheremo anche il target: dopo aver intercettato i poliambulatori ed esserci focalizzati sulla diagnostica, passeremo poi alla visita vera e propria e successivamente aggiungeremo anche l’ortodonzia». PassaPrima, infatti, è anche un’opportunità di sostegno per i professionisti, medici e dentisti, che desiderino farsi conoscere, dai nuovi pazienti, percorrendo la strada dell’innovazione e della rete.

Alessandro Frau (@ilmercurio85)

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