530mila euro da angel piemontesi per Indabox e Svinando: «Così diventeranno grandi»

Il Presidente del Club degli Investitori Giancarlo Rocchietti: «Il supporto che daremo, non solo economico, potrà fare la differenza»

Giancarlo Rocchietti, Presidente del Club degli Investitori

Giancarlo Rocchietti, Presidente del Club degli Investitori

«Abbiamo deciso d’investire più di 500.000 euro su Indabox e Svinando».
L’annuncio è di Giancarlo Rocchietti, fondatore di Euphon e Presidente del Club degli Investitori, associazione di business angel piemontesi, nata nel 2008 e composta oggi da 80 soci. Un sodalizio che investe in società, di nuova o recente costituzione, con contenuto innovativo ed elevato potenziale di crescita. «L’investimento è indirizzato a spingere l’ulteriore sviluppo delle due imprese, difendere il vantaggio di first-comer che hanno acquisito e accelerarne il posizionamento sul mercato italiano. I soci del Club hanno percepito da subito le potenzialità di entrambe le startup e ci auguriamo che il supporto dato, non solo di tipo economico, possa davvero fare la differenza. In particolare, per quanto concerne Svinando, l’investimento avrà l’obiettivo di rendere più rapida l’espansione internazionale dell’attività». 

Ma di cosa si occupano le startup in questione?

IndaBox è un servizio che permette di ritirare i propri acquisti online presso una rete di bar affiliati, diffusi nell’intero perimetro nazionale. L’idea, facendo leva su un bisogno sempre più ingente, è riuscita a colmare una delle lacune più visibili che l’espansione degli acquisti online aveva creato, eliminando l’ansia generata dall’arrivo del pacco e le eventuali incomprensioni con il corriere di turno. Fin da subito i soci del club avevano creduto nelle potenzialità di questo progetto effettuando, nel luglio 2013, un primo finanziamento. In pochi mesi la startup è cresciuta espandendosi dal capoluogo piemontese a tutto il territorio nazionale. Ora, dopo quasi un anno, ecco il nuovo investimento che ammonta a 350 mila euro. Soldi che hanno come obiettivo principale quello di trasformare la società da semplice startup ad azienda leader del mercato.

IndaBox_la_rete_di_bar_presso_cui_fare_spedire_gli_acquisti_online_03-531x620Abbiamo contattato Giovanni Riviera, CEO di Indabox: «Al di là del primo finanziamento di cui siamo grati, perché altrimenti oggi non saremo qui, il club degli investitori è stato importante proprio dal punto di vista professionale: abbiamo ricevuto da loro una serie di dritte tecnico/imprenditoriali che ci hanno permesso di acquisire quell’esperienza che all’inizio non potevamo avere. Il nostro è dunque un rapporto che è cresciuto nel tempo e, proprio per questo, siamo molto contenti di questo ulteriore supporto. Quest’investimento ci permetterà di fare tre cose previste dal nostro business plan: investire sul brand, espandere la rete dei punti di ritiro per essere ancora più capillari nel territorio, perfezionare l’integrazione tecnologica con i seller. Grazie al loro supporto, non solo finanziario, ma anche in termini di expertise imprenditoriale, riusciremo a consolidare la nostra posizione e a far diventare IndaBox il punto di riferimento italiano nei servizi di pick-up degli acquisti online».

Svinando è il primo wine club online ad introdurre in Italia il modello delle vendite private applicato al settore vinicolo. Uno dei suoi punti di forza, come vi avevamo raccontato qui, è la narrazione, ovvero il racconto di tutte quelle peculiarità che stanno intorno ad una bottiglia di vino. Svinando rappresenta una new entry tra le startup finanziate dal Club degli Investitori, e riceverà un contributo di 180 mila euro. Il servizio – in rete dal dicembre 2012 – in poco più di un anno ha superato le aspettative dei fondatori: decine di migliaia di bottiglie vendute delle oltre 120 etichette selezionate tra le eccellenze vinicole italiane, migliaia di transazioni concluse con successo e più di 35.000 utenti registrati.

Ecco cosa ci ha detto Riccardo Triolo, CEO di Svinando:

Riccardo Triolo, CEO Svinando.

Riccardo Triolo, CEO Svinando.

«Siamo molto felici di questo finanziamento perché erano diversi mesi che avevamo costruito dei rapporti con loro. La cosa che ci fa più piacere è il fatto che il club, essendo costituito da imprenditori e manager, può darci un supporto operativo visto che sono molto forti nell’assistenza delle aziende sui cui decidono d’investire. Erano diversi mesi, in realtà, che noi stavamo lavorando su quest’operazione di aumento del capitale partecipato: i soci che già avevamo, più alcuni business angel come, appunto, il Club degli investitori ci hanno permesso di raccogliere 300.000 euro. Questo è il punto di partenza per rafforzare la nostra posizione in Italia e contemporaneamente espanderci all’estero, dando concretizzazione allo studio, analisi, preparazione effettuato nei mesi passati. A breve inizieremo a vendere in alcuni mercati europei, come la Germania, che riteniamo strategici e potenzialmente più interessati ai prodotti artigianali italiani. Il nostro servizio nasce con il desiderio di soddisfare questo desiderio. Porteremo all’estero il vino italiano ma raccontandolo».

Una doppia scommessa, quella del Club degli Investitori, mirato a perseguire quel trend positivo che il commercio elettronico sta registrando dal 2010 in poi. Una crescita costante che ha portato il mercato, secondo le stime dell’osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico di Milano, ad avere un valore complessivo di circa 13,2 miliardi di euro.

Alessandro Frau (@ilmercurio85)

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