Riccardo Triolo: “Alla base di Svinando c'è il racconto. Un vino, oltre a essere un prodotto, è un’emozione."

Le bottiglie come oggetti di storytelling: narrazione del territorio e dei filari, videodegustazione, intervista al produttore, abbinamenti gastronomici e molto altro

Nella foto da sinistra: Umberto Bozzolini, Lorenzo Triolo, Sara Galvagna, Gianpiero Gerbi, Riccardo Triolo.

Cosa ci fanno insieme un giornalista, tre economisti esperti di marketing e un enologo?

Un club wine online che non solo vuole vendere dei prodotti, ma anche raccontarli: “Il racconto è l’elemento base del nostro progetto. Un vino, oltre a essere un prodotto è un’emozione; quanto più ne conosci tanto più ne godi. A parità di qualità, con due bicchieri in mano, se di uno dei due conosco anche la storia, il produttore, i filari, il territorio, le modalità di produzione, lo apprezzo molto di più”

A parlare è Riccardo Triolo, socio fondatore di Svinando, che ci accoglie nell’elegantissima sede dell’impresa, in un antico, signorile palazzo torinese. Riccardo sembra perfettamente a suo agio in quell’ambiente: pacato, preciso, postura perfetta. Non ha alcun rimpianto nel raccontarci la decisione che lo ha portato a lasciare improvvisamente il lavoro di commercialista per fondare una startup. Un progetto imprenditoriale che potesse unire passione e professionalità: vendere online vino di alta qualità, a prezzi contenuti, descrivendone ogni piccola peculiarità.

L’idea di Svinando (la svinatura è uno dei primi processi di produzione, quando dopo la fermentazione si estrae il vino dal mosto), nasce quando Riccardo pone tre semplici considerazioni a quattro amici:

a) i prezzi dei vini sono troppo elevati rispetto a quanto incassa il produttore dal primo intermediario della catena esecutiva

b) scegliere un vino di qualità tra le centinaia di bottiglie proposte nelle enoteche, nei ristoranti, nei supermercati, è molto difficile per chi non ha una elevata preparazione enologica;

c) appare fondamentale conoscere la storia di un vino per poterlo apprezzare in pieno.

Il passo successivo è quasi immediato: intorno a un tavolo si riflette sulle ipotesi per colmare queste lacune; Riccardo e i suoi soci trovano il modo di aggirare gli ostacoli, burocratici ed economici, fondando Svinando e perseguendo queste tre direttrici d’azione:

a) eliminando gli intermediari, ovvero gli agenti, i distributori, i rivenditori, a favore di un rapporto diretto col produttore, in modo da abbassare notevolmente i prezzi. Rivolgendosi a migliaia di consumatori, il ricarico sul prodotto sarà bassissimo.

b) proponendo esclusivamente vini di qualità e offrendo solo una bottiglia alla volta, in un ricambio molto veloce (ogni due o tre giorni viene proposto un nuovo vino). In questo modo si elimina l’imbarazzo della scelta, il consumatore non si trova in condizione di dover scegliere tra una gamma troppo vasta di prodotti.

c) aggiungendo a un modello di business consolidato, le vendite private (pochi prodotti, tempi rapidi, prezzo ridotto), un approccio editoriale, provando a far rivivere virtualmente la visita alla cantina: “Prima di vendere facciamo storytelling, raccontiamo il prodotto, oltre alla scheda tradizionale c’è molto di più: c’è l’articolo, la videodegustazione, l’intervista al produttore, e poi parallelamente sul magazine si contestualizza il prodotto, parlandone in generale e proponendo gli abbinamenti gastronomici”.

Con un’idea già ben strutturata, a settembre 2012, i cinque giovani imprenditori si presentano all’Incubatore d’Imprese dell’Università di Torino 2i3T, per avere un supporto nella valutazione della validità del progetto e nella parte burocratica. Dopo neanche un mese la società è già costituita, a dicembre è online la versione primordiale di quello che oggi è il sito, con poche funzionalità.

I progressi, nel corso di un anno e mezzo, sono velocissimi: il 18 febbraio 2013 le prime vendite, sold out in meno di 24 ore; i professionisti del web marketing studiano le esigenze dei consumatori e mettono a punto il sito; vengono raggiunti i 30.000 utenti; i soci passano da 5 a 8, impegnandosi per il prossimo, ambizioso progetto, portare Svinando anche all’estero. “Il potenziale di questo servizio è molto più elevato nel momento in cui si rivolge anche al resto d’Europa, dove spesso il vino non si produce e il Made in Italy, soprattutto quando si tratta di enogastronomia, è molto apprezzato. Gradualmente vogliamo espandere il nostro mercato”.

Cos’è Svinando?

Ma perché un gruppo di professionisti del marketing e dell’economia dovrebbe lasciare il proprio lavoro e creare una startup che con l’economia e la finanza sembra avere poco a che fare?
La risposta sta nello spirito, nel coraggio, tipico degli imprenditori, e nella voglia di fare un lavoro con passione. Si tratta di una predisposizione d’animo, della voglia di sfidare sé stessi, di scommettere e dedicarsi totalmente alle proprie idee: “Abbiamo fatto un salto nel buio, credo poco nelle alternative. Ho lavorato in un fondo di venture capital e ho visto tanti progetti seguiti solo nel fine settimana, non funzionano. Creare una startup all’inizio è molto faticoso, non ha senso ostacolarsi da soli facendo due lavori”
Ma Riccardo si spinge anche più in là nell’individuazione delle problematiche imprenditoriali: “il vero ostacolo per gli imprenditori italiani è la paura di fallire, come se non fosse concessa loro una seconda possibilità, come se gli errori non fossero necessari a imparare cosa non si deve fare”. Il messaggio che quest’incontro ci lascia è molto chiaro: “il successo non è fare tanti soldi ma alzarsi la mattina e andare a lavorare col piacere di farlo”.

Marialuisa Greco (@GrecoMal)
Alessandro Frau (@ilmercurio85)

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