Eugenia Brini: “Ho 33 anni, non trasformo l’acqua in vino ma la farina in muffins.”

Eugenia Brini, la vincitrice della Torino Startup Weekend con “Merende Diverse”, la piattaforma innovativa che permette di ordinare, con un semplice clic, merende per bambini con intolleranze alimentari.

images-1Facciamo un salto indietro. Non servirà prendere la rincorsa, siamo tutti reduci dalle festività pasquali. Occorrerà, semplicemente, rigirare il foglio del calendario: una sola volta. Fatto? Ebbene vi ritroverete dinanzi al terzo mese del corrente anno e con uno sforzo d’immaginazione presso I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino nei giorni 28, 29 e 30 marzo. Sono i giorni in cui si sta svolgendo la Startup Weekend, dedicata alle migliori idee finalizzate al rinnovamento della filiera agroalimentare. I partecipanti sono centosette,  incontratisi per sviluppare, divisi in team, 13 idee di business. La folla si accalca attorno alla vincitrice: Eugenia Brini, ideatrice della startup “Merende Diverse”, una piattaforma che permette di ordinare, con un semplice clic, merende per bambini con intolleranze alimentari.

Eugenia, classe 1981, vegetariana, cresciuta in una famiglia di vegetariani, era forse destinata ad occuparsi di alimentazione. Nasce professionalmente come grafica presso la casa editrice De Agostini. Esperienza conclusasi dopo cinque anni e mezzo di onorato servizio, a progetto. Quando le chiedo di parlarmi di “Merende Diverse” Eugenia inizia a snocciolare con precisione date e circostanze. “L’idea ce l’ho da tanto. Appena tornata dall’Austria, dove avevo prestato servizio come volontaria europea in un asilo montessoriano, ho avuto i primi sentori. Poi mi sono trasferita a Torino: vivevo con sei ragazzi. Invitavamo da uno a tre persone a sera, eravamo in diciotto con un frigo e trecentoventidue intolleranze diverse. Quindi ho imparato a cucinare cose che andassero bene per tutti.”
Le idee buttate giù sul prezioso quadernino diventano sempre più corpose, è il 2010 ed Eugenia frequenta un master in pubblicità allo IED, a Milano. Seguiranno il diploma in cucina macrobiotica presso “La Sana Gola” e un percorso in itinere come terapista alimentare. Ma sarà con StartupBus, nell’ottobre del 2013, che inizierà a pensare al suo progetto in veste imprenditoriale. Si tratta di una competizione internazionale, svolta interamente su un bus. I chilometri che separano Roma da Vienna diventano il tappeto su cui buttare giù idee e speranze per future startup. Eugenia e il suo team non vinceranno ma lo StartupBus cambierà la sua sorte, o quanto meno quella del progetto.
imgresAd oggi questa cuciniera biellese, all’età di 33 anni non trasforma l’acqua in vino ma di sicuro “la farina in muffins”. La vincita della Startup weekend prevede l’utilizzo di uno spazio coworking a Torino e la possibilità di avvalersi di consulenti per far decollare l’impresa. Il gruppo con cui stazionerà per i prossimi sei mesi negli spazi torinesi è composto da otto persone. “Attivi siamo cinque, tre i satelliti che ci fanno da consulenti. Ho scelto tutto un team che fosse marketing oriented. Io sono una grafica, sono una creativa e quindi tutta quella parte lì mi manca.” Un team che varia per nazionalità ed età: composto da italiani e non, di cui “due cuccioli di 19 e 23 anni”.

Eccoci arrivati a marzo 2014 e alla Torino Startup Weekend. E i mesi che verranno? Eugenia punta i suoi grandi occhi scuri e dice “La mia idea è complessa ma parte da un presupposto davvero semplice: aprire un laboratorio di cucina. Occorre avere le idee molto chiare e poi la vita è un problem solving continuo.”

 Paola Di Giovanni  (@_Paoladg)