L'eterna lotta tra spionaggio e difesa della privacy: LostID trionfa alla Turin Game Jam

Tra gruppi di lavoro, sacchi a pelo e la partita della Nazionale di calcio, ecco le foto di una maratona durata 48 ore all’interno di I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino

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“Non siamo in grado di definire cos’è un gioco ma quando lo vediamo sappiamo subito riconoscerlo”. Partire da questa e altre frasi per immergersi in un mondo, quello del gaming, il cui sviluppo affascina ancora moltissimi giovani italiani. Questa è stata l’anima che ha guidato l’ultimo Turin Jam Today, lo scorso weekend, all’interno di I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino. Quarantotto ore filate di incontro, confronto e scoperta, tra appassionati e, forse, futuri professionisti del settore. Una vera maratona che ha visto tanti giovani sfidarsi nella creazione di un gioco ispirato al tema dell’apprendimento, tra teoria e, soprattutto, tanta pratica.

Gi ingredienti di quest’avventura?

Sacchi a pelo, materassini, tecnologia sparsa, riserve di snack, bagagli carichi di esperienze, discussioni e derive creative, musica per rilassarsi e un deciso consumo di caffeina. Un panorama condito da una sconfinata passione e una voglia matta di mettersi alla prova. Un’unica vera pausa, a mezzanotte, per esultare alla vittoria della Nazionale di calcio in Brasile, mentre fuori una pioggia battente investe rumorosamente la città e scandisce il ritmo dei pensieri.

Il tutto seguendo una direttiva iniziale che rendeva il compito assai più difficile. Una consegna, quella data ai gruppi formatisi nella mattinata di sabato, che aveva come obiettivo quello di far riflettere sull’utilità del gioco, sui diversi pattern che qualunque sviluppatore deve avere ben in mente nella costruzioni di un serious game. Da qui la scelta della strada da perseguire: cercare di elidere le barriere tra chi insegna e chi apprende, scavalcare quel muro spesso che divide due entità che dovrebbero poter interagire e crescere insieme. Insomma, dar vita a un’idea che potesse legare l’utilità della conoscenza e l’importanza del divertimento.

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Ma chi è riuscito ad avvicinarsi maggiormente a questo risultato?

L’idea che più di tutte ha convinto i giudici è LostID, incentrata sul tema attualissimo della gestione della privacy. Un videogame di spionaggio che vuole sensibilizzare il giocatore sui rischi che si corrono nel condividere online le proprie informazioni personali. Un progetto presentato da un team misto, fatto da neodiplomati e studenti del Politecnico di Torino (Gaetano Marrone, Riccardo Moscatello, Edoardo Maida, Marco Giannitti, Thierry Fornetti). Il gruppo si è aggiudicato anche il premio speciale TreataBit, che permetterà loro di ricevere il supporto del programma per startup digitali di I3P.

Fonte: www.facebook.it/treatabit

Fonte: www.facebook.it/treatabit

Sul secondo gradino del podio sono saliti due giovanissimi studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Statale G. B. Pininfarina, entrambi diciassettenni, che hanno presentato un progetto dal nome Programmed Brawl. Il focus che hanno scelto di approfondire è quello dell’apprendimento dei principi base della programmazione informatica.

fonte: www.facebook.com/treatabit

fonte: www.facebook.com/treatabit

Terzo posto per Compilator, il gioco presentato dal gruppo Chickaboom, vincitore delle Gift Card per Windows Store messe a disposizione da Microsoft. Il progetto simula il processo di compilazione, un altro tema chiave all’interno della semplificazione dell’alfabetizzazione informatica.

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fonte: www.facebook.com/trreatabit

La Turin Game Jam, anticipata da alcuni eventi organizzati in giro per Torino, è stata promossa da CSP – Innovazione nelle ICT con la partnership di Treatabit e la sponsorizzazione di Startup Revolutionary Road.

Alessandro Frau (@ilmercurio85)