Se Marco Polo avesse avuto un blog: come il digitale ha influenzato il modo di raccontare i viaggi

Il panel del #SalTO14 per riflettere sulle nuove forme narrative atte a raccontare i luoghi e incentivare il turismo attraverso l’uso della rete.

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Domenica 11 maggio si è tenuto, al Salone Internazionale del Libro, un panel organizzato nello spazio fiera “Book to the Future” in merito alle narrazioni di viaggio dal titolo: “Se Marco Polo avesse avuto un blog”. L’obiettivo dell’incontro è riflettere su come il digitale abbia influenzato il modo di raccontare i viaggi, aprendo la strada a una community di viaggiatori che condividono sulla rete la propria esperienza.

Moderatrice dell’incontro è Giusi Carai, co-fondatrice della casa editrice digitale *Asterisk edizioni. La prima riflessione posta all’attenzione dei relatori riguarda un’indagine secondo la quale la metà del mercato turistico si basa non più sulle tradizionali guide turistiche o agenzie di viaggio, ma sulle informazioni reperite attraverso i blog e i social media. Da questo spunto Roberta Pesetti, travel blogger e insegnante presso una scuola media inferiore, racconta la propria esperienza nel racconto di viaggio. Nata dall’esigenza di mettere in forma scritta il ricordo delle strade percorse e delle persone incontrate, la sua forma narrativa è cambiata, rielaborando i propri ricordi in forma di racconto, per avere un approccio più emotivo ai luoghi visti e trasmettere ai lettori non solo le informazioni pratiche (ad esempio dove mangiare o dove pernottare), ma le sensazioni che i luoghi le evocavano. Oggi i suoi racconti sono stati raccolti sotto forma di ebook, e pubblicati da *Asterisk edizioni. Forme narrative più personali e che stimolino la partecipazione del lettore sono anche quelle utilizzate da Francesca Fiore, community manager di Gente in viaggio. All’interno del sito un content game consente lo scambio di informazioni tra i membri della community. Il funzionamento è semplice: scrivi commenti, recensioni, pensieri sui luoghi visitati, da condividere con gli altri iscritti. Più condivisioni l’utente produce e più punti vengono accumulati. Arrivati al punteggio prestabilito l’utente vince da una cena in un ristorante a un soggiorno in agriturismo. Questo lo porterà a scrivere del luogo visitato e ad accumulare nuovi punti, alimentando un circolo positivo che sostiene la community e permette ai fruitori di avere informazioni continue rispetto i luoghi da visitare. In questo caso, la crossmedialità diventa un importante strumento narrativo che consente di creare un legame tra territorio, strutture e viaggiatori.

Giovanni Arata rappresenta la parte più istituzionale del panel. Social media manager per APT Emilia-Romagna, si occupa di creare una narrazione dei luoghi dell’Emilia Romagna attraverso i feedback dei visitatori, organizzandoli in modo da facilitarne la fruizione. Se infatti da un lato la rete ci ha liberato e permesso di dar libero sfogo alla voglia di raccontare il nostro punto di vista, dall’altro produce una quantità di informazioni tale da perdersi all’interno. L’obiettivo di Arata è raccogliere tanti tasselli di un mosaico per fornire ai turisti una visione più dettagliata e più sfaccettata dei luoghi. Il presidio social di APT è TER (Traveler Emilia Romagna), che si occupa di iniziative di racconti collaborativi e conoscenza dei territori on line.

In un contesto dove ognuno apporta il proprio contributo rispetto alla conoscenza del territorio diventa importante anche il ruolo dell’editore digitale, come sottolinea Maria Cecilia Averame, responsabile editoriale e co-fondatrice di Quintadicopertina, come filtro dei contenuti generati dalla rete e di analisi delle strategie commerciali e tecnologiche idonee alla divulgazione del prodotto.

Al termine dell’incontro Giusi Carai pone ai relatori la domanda che intitola il panel: se Marco Polo avesse avuto un blog, avrebbe scritto “Il Milione”? Le opinioni in merito sono le più diverse: chi sostiene che si sarebbe divertito a parlare di altri argomenti, come il cibo o il mercato tessile. Rodolfo Baggio, docente presso l’Università Bocconi di Milano, conclude sostenendo che Marco Polo avrebbe comunque scritto “Il Milione”, perché un bravo scrittore è tale qualunque sia lo strumento che utilizza, se ne conosce tutte le potenzialità ed è in grado di sfruttarle al meglio.

Marina Usai