Il futuro degli ebook è una startup torinese

PubCoder, giovane impresa torinese per la pubblicazione digitale, raccontata dai suoi fondatori al #SalTo14

20140509_122023Quale sarà il futuro del libro? Come e cosa leggeranno i nostri figli? Queste alcune domande al quale ogni anno si cerca di dare risposta nel corso del Salone Internazionale del Libro. Il dibattito è tanto sentito da aver spinto gli organizzatori a dedicare un intero spazio della fiera al tema dell’innovazione denominato “Book to the future”.

Una risposta a queste domande cerca di darla una startup torinese: PubCoder. Nata nel 2013, la giovane impresa fa sul serio. “Crea con facilità storie digitali coinvolgenti. Raggiungi i tuoi lettori su tutti i dispositivi e formati digitali. Pubblica nei più diffusi formati per tablet, smartphone e browser” questo lo slogan che si può leggere consultando il loro sito web. A presentarla due giorni fa c’erano due dei quattro fondatori: Paolo Albert e Paolo Giovine. Mancavano all’appello Daniela Calisi e Angelo Sciccolone. Un team che mescola tante competenze diverse, studi letterari e tecnici, esperienze lavorative variegate.

PubCoder è un software che permette a tutti di produrre ebook digitali interattivi, senza nessuna competenza tecnica riguardante il codice. Una semplice interfaccia attraverso la quale è possibile associare facilmente alle parole scritte suoni, video, immagini. In questo campo rappresentano un’eccellenza a livello mondiale: “La Apple ci ha segnalato come migliore tool mondiale per la creazione di ebook” ha affermato deciso Paolo Giovine. La startup è ora partner internazionale del colosso mondiale, che la consiglia sul sito ufficiale per la creazione di libri digitali. “Ma stiamo cercando di creare formati che permettano la lettura anche su Android e prodotti Microsoft”.

A ottobre 2013 è stata lanciata una versione beta gratuita che ha fatto registrare in poco tempo più di 1500 download, dei quali più del 40% provenienti dall’estero. A oggi i progetti portati a termine sono un migliaio, ma il dato che incoraggia di più è il numero di paesi di provenienza: 29 differenti stati. Tra di loro anche interlocutori arabi e cinesi: “Il primo libro in mandarino l’abbiamo presentato a Bologna, meno di tre mesi fa”. Infatti PubCoder è pubcodermultilingua: è possibile gestire le traduzioni del proprio libro, permettendo di elaborarle tutte all’interno del medesimo progetto. Non solo, tutto quello che viene prodotto segue il formato Epub3, candidato a diventare lo standard ufficiale dei libri digitali, rendendo così il prodotto multiformato: creare contemporaneamente un ebook per Kindle, Kobo, Google Play non sarà più un problema.

Tramite alcune versioni beta il team è riuscito a correggere errori, e aggiungere alcune funzionalità, tra le quali Smart Object. “Una casella di testo per chi è in grado di implementare codice al fine di personalizzare il proprio prodotto” ha spiegato Paolo Albert. Ambiziosi quanto basta, senza paura di spiegare il motivo per cui il loro prodotto è superiore alla concorrenza: “Perché non usare Adobe? Semplicemente perché non offrono servizi così semplici e completi per libri, ma solo per giornali”. Il futuro rappresenta un ostacolo causato dall’abbandono della amata carta, ma entrambi sono sicuri che “il libro evolverà”. E per quanto riguarda i costi? “Vogliamo mantenere il prezzo del nostro software a 50 euro al mese, ma dobbiamo combattere anche noi con i diritti digitali”.

@AndreaMularoni