#SalTo14: presentazione di ALMA.tv, web tv per diffondere la lingua italiana

Al Salone del Libro si parla italiano anche per chi lo vuole imparare dall’estero (almeno un milione e mezzo di persone)

Ieri, giovedì 8 maggio, al Salone del Libro di Torino, Ciro Massimo Naddeo, direttore editoriale di Alma Edizioni, leader nella produzioni di libri per l’insegnamento dell’italiano, ha presentato un progetto ambizioso. Una web tv, un canale didattico che eroga contenuti 24 ore al giorno. Innovativa? Sì, in quanto volta a diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo in un modo mai tentato prima. Sì, perché pare che non sia da tutti preoccuparsi di diffondere l’italiano nel mondo. Certamente le istituzioni non sembrano sensibili alla questione.

alma2

ALMA.tv propone video in streaming e video on demand, divisi in diverse rubriche. La più popolare è “Grammatica Caffè”, che illustra alcune pillole grammaticali, servite nel tempo di preparare un caffè dal linguista Roberto Tartaglione. Ci sono poi piccoli quiz, esercizi interattivi, e un sottocanale che mostra i seminari organizzati da Alma Edizioni per l’aggiornamento professionale degli insegnanti – in particolare quello annuale che si tiene al museo MAXXI di Roma, quest’anno il 28 e il 29 marzo. ALMA.tv vuole anche essere un punto d’incontro sulla lingua italiana, dove trovano posto discussioni e commenti. Da una mail polemica è poi nato un contest: è vero che #litalianononserveaniente? Gli utenti erano invitati a partecipare al dibattito inviando video di un minuto.

La rubrica “Quando l’italiano è un’opinione” invece racconta errori e orrori linguistici trovati in rete nelle dichiarazioni dei personaggi pubblici. In questo caso non ci sono problemi nel reperimento del materiale.

Dopo un mese dal lancio ALMA.tv registra qualche migliaio di accessi quotidiani, ma Naddeo spera che si raggiungano decine di migliaia. Questo perché l’italiano – chi l’avrebbe mai detto – è la quarta lingua più insegnata al mondo, a pari merito con il tedesco, dopo inglese, francese e spagnolo. E il numero degli studenti in Russia e Brasile è in crescita. In verità continuiamo a vivere di rendita, anche se ogni tanto arriva un Sorrentino a ravvivare l’attenzione. Forse dovremmo riflettere un poco sulle sorti del patrimonio linguistico e decidere se, diversamente da fax, giornali cartacei e altre anticaglie, abbiamo intenzione di preservarlo mentre portiamo avanti la rivoluzione digitale.

Ludovica Lugli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *