I fondatori di Safen: "Per creare una startup che funzioni non cercate l'idea ma un problema da risolvere"

Prima tappa di avvicinamento alla Start Cup Piemonte-Valle D’Aosta 2014: la storia di Matteo Martinelli e Ivan Zambon, creatori di una delle startup leader nel campo dell’ingegneria fluido-meccatronica.

Sequenza 01.Immagine001Il termine ultimo per iscriversi alla prima fase della prossima Start Cup Piemonte-Valle d’Aosta è il 4 maggio. Per capire l’importanza di questo concorso, giunto alla decima edizione, abbiamo deciso di raccontarvi le storie e i ricordi di chi vi ha partecipato. Opportunità, stimoli, partnership, finanziatori, business plan, futuro, innovazione, I3P: queste sono solo alcune delle parole chiave che ritornano nelle testimonianze che abbiamo raccolto e che rappresentano, in toto, il filo conduttore di un’esperienza unica che in tanti hanno avuto la fortuna di vivere.

La prima tappa di questo viaggio si chiama Safen Fluid Mechanical Engineeringuna startup, fondata da Matteo Martinelli e Ivan Zambon, che opera nel campo dell’ingegneria fluido-meccatronica e che ha sviluppato prodotti innovativi come il Pneumotrasportatore.

Matteo è nato in Valle d’Aosta ma si è trasferito a Torino da quasi vent’anni. Attraverso una voce sicura, senza mai indecisioni o tentennamenti, racconta la sua storia trasmettendo una grande energia e un’estrema fiducia nelle proprie capacità. Fin da piccolo ha avuto una passione intramontabile per la meccanica: “Non credo esistesse il mestiere di elaboratore di motorini ma, fin da subito, la direzione che avevo deciso di prendere era quella che mi avrebbe portato verso l’invenzione o l’ingegneria”. Dopo i cinque anni passati al Politecnico, Matteo continua lungo questa stessa via: tre anni di Dottorato; l’inserimento all’interno di un team di che gli permette di fare nuove esperienze in giro per l’Europa (“Sono stato tre anni a Monaco”); il ritorno sotto la Mole come assegnista di ricerca. Un percorso che non cancella però una frustrazione crescente a causa di una precarietà continua: “Sono un ottimo insegnante ma si tratta, in fondo, di un mestiere troppo noioso. L’idea di completare la carriera accademica non mi attirava molto. Avrei preferito qualcosa di più stimolante ed economicamente sicuro”.  A domanda specifica però non ha dubbi né rimpianti: “Tornando indietro non cambierei nulla di questo percorso, lo rifarei uguale e riprenderei le stesse scelte, anche quelle più difficili”.

picture-721Ivan ha trentanove anni, viene da Alessandria e, fin da piccolo, dimostra un interesse concreto e incrollabile per i motori: ” A sei anni ho costruito un go-kart per lo sterrato. Giravo per i campi facendo letteralmente disperare la mia famiglia. Smontavo, rimontavo e aggiustavo qualunque cosa mi passasse tra le mani, anche per merito di mio nonno. La maestra d’asilo, a cui non era sfuggita la mia capacità inventiva, mi chiamava Leonardo Da Vinci”. Dopo i cinque anni al Politecnico, un passo più che naturale vista l’indole manifestata in tenera età, arriva la frequentazione del Dottorato. All’interno di questa esperienza incontra Matteo: diventano entrambi esperti di meccanica applicata, fluidodinamica e dispostivi meccatronici. “Ci siamo incontrati in uno scantinato del Politecnico tra i gatti e i topi, un luogo buio dove lavoravamo per il nostro futuro: quell’antro era necessario per la tesi di laurea. Un posto strano, quasi mitologico”.

Safen, come spiega Matteo, è nata in quei giorni in maniera del tutto casuale: “L’idea è venuta un giorno che tornavamo dalla palestra. Avevamo appena fatto il test della spirometria e riflettevamo sul suo meccanismo facendoci una serie di domande tecniche e cercando risposte pratiche: Ma com’è che si riempie un volume in maniera ottimale?  Si dovrebbe eliminare almeno il fattore della laminazione… è un fenomeno dissipativo, ogni oggetto pneumatico ne è dotato. Nessuno ha mai pensato di toglierla? Come si può fare? Allora mi ricordo facemmo tre prove scoprendo presto una soluzione funzionante. Il problema vero, al tempo, è che avevamo un senso imprenditoriale pari allo zero. Abbiamo lasciato un’intuizione, potenzialmente importantissima, chiusa per sei anni in un cassetto”.
La molla è la disperazione per il lavoro precario, e la voglia di fare qualcosa di diverso, che invade Matteo: “La frustrazione mi ha convinto a recuperare quell’idea e a presentare un possibile progetto a I3P. Poi chiamai Ivan: ‘Senti.. ti ricordi quell’idea? forse c’è il modo di portarla avanti’. Da lì nacque Safen, nel marzo del 2011.”

Quando si parla di Start Cup i due non hanno dubbi: “Per noi è stato un trampolino vero e proprio, una possibilità da sfruttare per cambiare marcia”. La partecipazione è arrivata due-tre mesi dopo la prima chiacchierata all’interno dell’Incubatore: “Ci è stato segnalato questo concorso come possibilità reale di crescita e, fin da subito, ci siamo buttati a capofitto per sfruttarla. Abbiamo curato il business anche grazie al tutor di I3P che ci ha spiegato bene come tradurre in potere commerciale la nostra idea tecnica. Siamo arrivati terzi ma l’esperienza si è rivelata davvero decisiva perché abbiamo incontrato il nostro primo finanziatore, il partner industriale che tutt’ora possiede una quota minoritaria di Safen. All’epoca diede quella spinta che ci ha permesso di iniziare il nostro percorso e concretizzare ciò che avevamo scritto nel business plan”.

Ultima domanda di questa chiacchierata riguarda un suggerimento da lanciare a chi vorrebbe, come loro, imboccare la strada dell’imprenditoria: “Chi volesse partecipare alla prossima Start Cup deve avere bene in mente una sola cosa: trovare un problema e risolverlo. Non cercate l’idea, cercate il problema”. Un consiglio da prendere al volo visto che, da quando è nata, Safen ha visto raddoppiare il proprio fatturato ogni anno. Una crescita economica che corrisponde in crescita umana: il team è adesso composto da 2 sviluppatori e 5 dipendenti. Safen, oggi, rappresenta un punto di riferimento nel mondo della pneumatica grazie a una serie di prodotti innovativi, ad alto contenuto tecnologico, incentrati su un obiettivo specifico: quello del risparmio. Una storia che sta scrivendo il suo lieto fine anche grazie alla Start Cup e a I3P.

Alessandro Frau (@ilmercurio85)