Oscar Farinetti: "L'imprenditore di successo è una persona che sa gestire l’imprecisione”

Corrado Formigli presenta “Impresa Impossibile” al Circolo dei Lettori: “Limitarsi a raccontare chi è caduto e chi cadrà non basta più. Ho due figlie piccole e sto cercando di capire se l’Italia è un paese per loro”.

Michele Alessi è un imprenditore di Omegna che impiega gli operai in lavori socialmente utili; Angelo Petrosillo fa gli aerei ultraleggeri più belli del mondo ma si scontra quotidianamente con la burocrazia italiana; Pietro Parisi fa il cuoco-contadino tra l’Oman e la Campania, spedendo i giovani in Medio Oriente per allontanarli dalla camorra; Benedetta Bruzziches realizza borse, vendute in tutto il mondo, nella campagna viterbese, tra maiali e verdure.

1901717_790657847630570_1963099235_nQueste sono alcune delle storie che Corrado Formigli, giornalista e conduttore della trasmissione Piazza Pulita, racconta nel suo ultimo libro: Impresa impossibile (Mondadori, 2014), presentato ieri al Circolo dei Lettori di Torino. Sul palco, nelle vesti inconsuete di intervistatore, il fondatore di Eataly  Oscar Farinetti e, con un giustificato ritardo vista la movimentata giornata politica, Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa.

Farinetti conduce la serata come un relatore navigato: legge alcuni passi significativi per ripercorrere, insieme all’autore, le tappe del viaggio, fatto in questi mesi, in giro per tutta l’Italia. Commenta puntualmente ogni qualvolta trova una stonatura e corregge il testo quando delinea, in maniera imperfetta, i prodotti agro-alimentari del cuneese. Formigli completa la mappa con aneddoti divertenti e con ritratti precisissimi di tutti i suoi personaggi. I due, attraverso un dialogo rallentato e ricco d’entusiasmo, ricostruiscono la figura di un imprenditore di successo.

Ma chi è quest’imprenditore?
È un personaggio originale, un po’ matto e con molti tic.
È straordinariamente pieno di creatività, capacità e inventiva.
È pronto al sacrificio, punta sulla bellezza, sulla qualità e non sulla quantità.
È generoso e ha una grande capacità di fare rete.
È abituato alla fatica e non ama lamentarsi.
È una persona che fa venire una voglia pazza di avere coraggio.

A completamento di questo dipinto, Farinetti aggiunge un’ultima decisiva pennellata:
“L’imprenditore di successo va avanti sbagliando. Inciampa per superare gli ostacoli che incontra nel suo percorso. Incontra un sacco di gente che gli sbatte in faccia la sua idea di precisione: li incrocia e si accorge che sono tutte persone immobili, individui rimasti fermi per individuare formule perfette. L’imprenditore di successo, invece, è colui che sa gestire l’imprecisione”.

1501863_10202364904256417_245683017_nImpresa impossibile non è un libro consolatorio.  Per Formigli, infatti, viviamo in “un paese che sta davvero male” ma che conserva le sue storiche peculiarità: una creatività mai sopita, un talento indiscutibile, una forza di reagire alle avversità fuori dal comune. “È un libro ottimista” aggiunge Farinetti, precisando poi il concetto: “L’ottimismo non è pensare che tutto vada bene ma pensare che tutto si può risolvere”.

Per Corrado Formigli, inoltre, quest’opera rappresenta un vero tuffo nel passato:
“Non smetterò mai di ringraziare Mondadori per avermi permesso di tornare indietro alle origini, quando viaggiavo alla ricerca di storie armato solo di taccuino e registratore. Nel libro c’è un giornalista che è tornato ad essere un inviato sul campo”.
Stimolato dalla lettura di Farinetti, il cronista napoletano ripercorre gli inizi della sua carriera: “Il mestiere l’ho imparato seguendo e aiutando Riccardo Iacona. Io ero un giovane e irrequieto apprendista. Giravo in lungo e in largo l’Italia a bordo di una piccola seat Marbella bianca, l’auto più economica che si trovasse negli autonoleggi. Parlo del 1994: nel mio contratto non erano infatti previste le spese di viaggio. Mi sbattevo come un matto per trovare storie e personaggi che poi Riccardo avrebbe raccontato nelle sue dirette del giovedì sera. In quelle trasmissioni, e in alcuni bellissimi reportage, si nasconde il mio interesse per i medi e piccoli imprenditori. Questo è uno dei motivi per cui mi sono innamorato delle figure di cui parlo nel libro”. Insomma, una storia nelle storie.

10003394_10202364904176415_36935064_nQuasi al termine della presentazione arriva, trafelato e visibilmente provato, Massimo Gramellini. La serata è stata lunga, lo scontro in Parlamento feroce. È uno di quei giorni in cui per definire la prima pagina di un giornale si aspetta fino a tardi; uno di quei giorni in cui il lavoro redazionale si protrae per ore. In tasca conserva il suo editoriale di cui promette una lettura completa. La domanda più scomoda la rivolge però subito a Farinetti: “Ma perché non hai fatto il Ministro?” La risposta è sibillina: “il vero motivo non lo dirò mai. La versione ufficiale, comunque sincera, è che ho sempre individuato nel conflitto d’interessi una delle piaghe principali di questo Paese. Non potevo, visto il mio ruolo d’imprenditore, dirigere quel particolare Ministero”. Poi arriva l’attesa lettura: “il PD diventa pop” è un titolo che cattura l’attenzione. L’ironia, di cui Gramellini non è mai sprovvisto, coinvolge tutta la sala.

Intanto scoccano le undici: è ora di chiudere. È proprio il giornalista torinese a concludere la presentazione, riportando l’attenzione sul libro e sull’autore: “Leggete Impresa Impossibile con attenzione, concentratevi su queste figure magnifiche e sulle chiuse narrative, leggermente amare, che descrivono bene il suo autore. Leggetelo soprattutto per un semplice motivo: non c’è niente di più bello che raccontare e ascoltare storie”.