Realizzare un evento, i tre tips di Paratissima.

Da “festa” tra amici a punto di riferimento nel panorama artistico nazionale. Da un appartamento di 200mq ad una struttura di 18.000 in soli 7 anni. Chiacchierando con Lorenzo Germak, rubiamo a Paratissima alcune scorciatoie per trasformare un’idea, un progetto, una voglia in un grande evento condiviso.

Paratissima nasce dall’idea di cinque amici ( Lorenzo Germak, Christian Cadeddu, Raffaella Cinti, Valeria Buonomo, Daniele Ratti ), dalla loro voglia di riportare in auge il fermento artistico che sfugge ai vincoli istituzionali. Con questo unico intento Venerdì 11 Novembre 2005 le porte di un appartamento in Via Po si spalancano all’arte, ospitando l’ esposizioni di otto artisti e il passaggio di circa trecento persone, per la maggior parte amici e conoscenti. Nessuno pensava a quello che sarebbe diventato, alle novantacinquemila persone, ai diciottomila metri quadri, ai cinquecento artisti dell’edizione 2013. Abbiamo incontrato Lorenzo Germak per chiedergli dove sta il trucco e ne abbiamo estrapolato i consigli migliori. Qui di seguito le risposte di Paratissima a tre delle domande più frequenti su come organizzare un buon happening, culturale o meno.

L'evoluzione di Paratissima in riferimento alle edizioni 2007, 2009, 2012

L’evoluzione di Paratissima in riferimento alle edizioni 2007, 2009, 2012

Dove trovo i soldi?

E’ il primo problema che ci si pone, dove trovo il supporto economico? Allora si inizia a pensare. Siamo a Torino, quindi Fiat, RobediKappa, Lavazza, Ferrero, Kickstarter etc. Sono tutti alla ricerca di soldi. Ma la prima cosa che Paratissima insegna ai giovani foundraiser è il valore di un capitale che non è monetario. In particolare ci parlano di Capitale umano e Capitale tecnico. Il primo è quello che si basa sulle forze e sul servizio volontario delle persone che di fatto creano la manifestazione. Ottenere partecipazione gratuita non è di certo cosa facile, per questo è fondamentale in primis avere una buona idea di fondo che affezioni le persone. Paratissima si è sempre posta come unico obbiettivo il riportare all’attenzione l’arte che prolifera fuori dai vincoli istituzionali, tema caro ad un target di persone che può andare dai 0 ai 99 anni. Con l’associazione YLDA, che tutt’oggi sostiene Paratissima, si pensava addirittura di creare un soggetto giuridico europeo che si occupasse dell’arte e della cultura in generale. In secondo luogo bisogna ritornare al concetto già esposto in precedenza, il tornaconto può non essere di natura economica. Lo staff di Paratissima vive attivamente una delle realtà culturali di riferimento nel panorama artistico nazionale, e nel farlo ottiene visibilità. Il lavorare molto, e bene, per la realizzazione di un tale evento può estenderti ad una rete di relazioni utili al curriculum e non solo.
Il capitale tecnico è invece un contributo che gli sponsor forniscono sotto forma di materiale. Invece di chiedere denaro, chiedo 500 lampadine, 1000 bottigliette d’acqua o qualsiasi altra cosa ritenga necessaria. Questo tipo di richiesta renderà più rilassato qualsiasi tipo di finanziatore. Paratissima ha pensato inoltre di coinvolgere gli sponsor tramite progetti speciali che comportino la loro partecipazione diretta alla manifestazione. E’ il caso della collaborazione di MoleCola (marchio di cola italiana nata a Torino ndr) a Paratissima 2013. L’azienda, in tema con l’evento, ha creato una grande installazione composta da lattine, appunto di molecola, stimolando l’attenzione del pubblico. L’edizione 2012 ha visto la realizzazione di 50 progetti simili. L’ultima scorciatoia che freghiamo a Paratissima è il fatto che le due cose, capitale umano e tecnico, si possano unire. Nel 2013 l’intero edificio dell’ Ex Moi (18.000 mq ndr) è stato preparato all’evento con il supporto di un’azienda di pulizie locale, che ha fornito manodopera e prodotti, e con molto,moltissimo olio di gomito da parte dei volontari.

L'istallazione di MoleCola a Paratissima 2013

L’istallazione di MoleCola a Paratissima 2013

Come ottengo visibilità?

Parassita, Artissima, Paratissima. Curioso. Il nome fu scelto con ironia dai volontari per rircordare la capacità della manifestazione di espandersi e vivere in simbiosi ad altre realtà. Si è stabilito infatti di condurre l’evento in parallelo ad Artissima ( in genere la prima settimana di novembre ), non come atto di contro programmazione, ma come stimolo per i vari, artisti e non, a partecipare, sfruttando il fermento cittadino in occasione della Fiera Internazionale dell’Arte. In quei giorni Torino si trasforma in un vero e proprio atelier dell’artista composto da galleristi, espositori, installazioni, performance di ogni genere, creando opportunità per tutti. La stessa settimana, anche il ClubtoClub MiTo, il più grande evento di musica elettronica nazionale. Paratissima è parassita anche nel muoversi, muoversi a macchia d’olio fino ad infestare tutta la città. E così è partita da un appartamento di 200 mq, si è sparsa stravolgendo, nelle edizioni dal 2008 al 2011, un intero quartiere, San Salvario, ed ora gestisce uno spazio di circa 18.000 mq. L’idea di fondo è quella di mettere l’arte nei luoghi che i torinesi possono riscoprire. L’edizione 2007, presso l’Ex Carceri Le Nuove, ospitando circa 15.000 persone, ha ridato vita ad un posto vuoto, che di fatto tutti avevano interesse a conoscere per il semplice fatto che non c’erano mai stati, ed era a due passi dal centro ( Via Paolo Borsellino 3 ndr ). Idem per l’Ex Moi, sede degli ex Mercati Generali e dell’Ex Villaggio Olimpico. Il suggerimento è quindi inglobare l’ambiente nello show. Il luogo che scegli deve far parte dell’evento e dell’evento deve parlare. Quindi non fatevi spaventare dai grandi, anzi, prendete spunto, appoggiatevi, e muovetevi, infestate quanto più spazio potete!

I movimenti di Paratissima in città

I movimenti di Paratissima in città

Posso fare di un evento il mio lavoro?

Arrivati alla fine, ecco le domande ostiche. Se per lavoro intendiamo un qualsiasi sforzo finalizzato al raggiungimento di un determinato obbiettivo, la domanda che dobbiamo porci è “ qual’è il mio obbiettivo?”, “che equilibrio c’è fra quello che voglio/posso dare e quello che posso ricevere?”. La sottile linea che separa il dare dal ricevere, non è poi così sottile quando si parla di grandi happening. Per alcuni la mole di lavoro si concentra nei mesi precedenti all’evento, per altri si distribuisce nell’arco di tutto l’ anno. Gli sforzi necessari ad una buona riuscita possono essere consistenti e, nella maggior parte dei casi, gratuiti. Come abbiamo visto in precedenza il concetto di gratuità può essere molto relativo. La ricompensa economica che ci spetta tarderà ad arrivare, se arriverà, e nel frattempo bisogna sopravvivere di un pane invisibile, che è però quello che ti fa crescere e proliferare. Stiamo parlando delle relazioni, dell’aspettativa, dei numeri, sempre in crescendo, dei grandi nomi che come funghi ogni anno spuntano nel programma di Paratissima. Non si tratta di sola soddisfazione personale, ma di una soddisfazione condivisa. E’ questo tipo di soddisfazione che ha reso Paratissima uno dei piloni fondamentali nella vita di molti torinesi, ed un punto di riferimento per la città intera. Il tornaconto deve essere esteso al maggior numero di persone che l’anno successivo reinvestiranno le loro energie in maniera equivalente. E’ per questo che Paratissima non dice no a nessuno, accettando chiunque voglia esporre ( previa la quota partecipativa di soli cinquanta euro per tre metri lineari di parete ), per questo si pone esclusivamente come intermediario nella compravendita delle opere, senza lucrare, per questo da sempre è gratuita ai visitatori. Paratissima ci insegna che la cosa migliore che puoi ricevere dal tuo evento è quella scintilla, quello scatto, che fa uscire le persone di casa, gli fa alzare la testa e gli fa pensare “oggi posso essere quello che voglio, un artista, un acquirente d’arte, un gallerista e, perchè no, un grande project manager”.

Queste sono le cose che abbiamo imparato da Paratissima e che pensiamo possano tornare utili, sì nella realizzazione di un grande evento, ma anche nella vita in generale. Speriamo, quindi di vedervi l’anno prossimo a inizio novembre per la decima edizione e nel frattempo mi raccomando: crescete, muovetevi, scoprite, e sopratutto condividete.