Le 15 storie più belle per raccontare l'innovazione a Torino: ripartiamo da qui!

Dopo un mese di pausa riprendiamo a dar notizia di quella “mole” di lavoro, sommersa e afona, che descrive una città in continuo fermento

startup-notepad1Per molti giovani imprenditori mettere in piedi una startup e come crescere un figlio. Bisogna accudirla, controllarla, farla camminare, proteggerla e, infine, lasciarla andare per la sua strada.  Da quando abbiamo iniziato a scrivere su questo blog, sei mesi fa, ci siamo accorti quanto Torino possa rappresentare un luogo ideale per questo processo di nascita, crescita e, in alcuni casi, di fortunata exit.

Sotto la Mole, infatti, si possono trovare tutti quegli elementi che sono in grado di accompagnare il “genitore” nello sviluppo della propria idea: c’è I3P, il più importante “asilo nido” d’Italia per startup (insieme ad altre realtà formative di assoluto livello come Talent Garden, Mip, iStarter e 2i3T), c’è il Fablab Torino, il primo fablab in Italia, oggi un vero punto  di riferimento per i makers; ci sono, e si moltiplicano a vista d’occhio, gli uffici predisposti per il coworking, la condivisione, la collaborazione.

Incontrando persone e raccontando storie abbiamo scoperto che, se si scava più a fondo, Torino è una città che riserva molte sorprese: il talento e lo spirito creativo non mancano (ne sono la dimostrazione Michele Anoè e Andrea Levine); s’intravede il futuro (per esempio grazie ai droni del Politecnico e alle invenzioni della Torino (Mini) Maker Faire); i musei mirano a diventare sempre più digitali, vincendo premi internazionali e aprendo a quelle strade che fino ad ora sono state colpevolmente ignorate. C’è soprattutto fermento e una vitalità contagiosa.

A Torino, e dintorni, inoltre, esiste una fenomenale sequela di piccoli e grandi esempi che hanno contribuito a scrivere la storia, passata e presente, di questo Paese: da Adriano Olivetti all’avvocato Agnelli, da Massimo Banzi Oscar Farinetti, dalla Peyrano alla Costadoro. Grandi nomi, grandi aziende a cui oggi si affiancano nuove realtà capaci di generare ricchezza e lavoro per il territorio: come Ennova (che ha generato 400 posti di lavoro in 4 anni) o NisoBiomed (che è pronta a rivoluzionare il mondo della ricerca e della medicina), da Fluentify (che, dopo alcuni anni trascorsi a Londra, ha deciso di tornare sotto la Mole) a Overset (la startup che vuole cambiare la notte dei giovani italiani).

Si tratta, in verità, solo della punta di un iceberg molto complesso, soprattutto se si pensa che sono ben 191 le startup piemontesi iscritte, ad oggi, nel registro imprese del Ministero dello Sviluppo Economico e che ancora hanno poca voce in capitolo.

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Insomma, dopo un mese di vacanza, Torino StartupItalia! riparte con nuova e rinnovata energia. L’obiettivo che ci siamo prefissi è quello di riuscire a diventare sempre più un collante efficace per questo ecosistema ricco e variegato. Un progetto nato dentro alle pareti colorate della Scuola Holden lo scorso febbraio e che oggi è desideroso di crescere e maturare ancora (magari grazie a lezioni come quelle dell’ex Ministro Giovannini).

(Ri)partiamo dunque dal racconto di quelle storie che contribuiscono a cambiare questo Paese, cercando, come ricorda il nostro motto, “di farlo così bene da far dimenticare a tutti che sono vere”.

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