Startup Monferrato: l'incubatore che dà lavoro e rilancia un territorio devastato dall'amianto

Il progetto del Comune mira a salvaguardare le eccellenze locali, creare occupazione e sviluppare tecnologia e innovazione. C’è tempo fino al 10 settembre per presentare la propria candidatura.

imgresUn incubatore nuovo di zecca per dare opportunità di lavoro e rilanciare il territorio. Questo è l’obiettivo principale che sta alla base della creazione di Startup Monferrato, come sottolinea l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Casale, Daria Carmi: «Si tratta di un progetto concreto per far crescere il territorio e che dà una possibilità reale ai giovani di conoscere e padroneggiare quegli strumenti fondamentali che servono per realizzare le proprie idee imprenditoriali. Con la collaborazione dell’agenzia LaMoRO e del consorzio ForAl, si costruirà un percorso specifico di sviluppo delle competenze, affinché Casale Monferrato e il territorio siano protagonisti di innovazione e di imprenditorialità giovanile».

L’area industriale in questione ha una tradizione lunga e una storia controversa. Nella provincia alessandrina, situata dentro il famoso triangolo MIlano-Torino-Genova, si sono sviluppate grandi industrie che hanno dato lustro al paese, Bistefani, Cerutti e Buzzi Unicem per fare qualche esempio, ma anche realtà che hanno distrutto credibilità e salute come Eternit e il suo devastante amianto.

Fonte: zipnews.it

Fonte: zipnews.it

L’incubatore d’imprese Startup Monferrato è dedicato a chi ha meno di 35 anni e vuole creare un’impresa che valorizzi le vocazioni del territorio. Nato nell’ambito del Piano Giovani 2011 – 2013 della Regione Piemonte, Startup Monferrato ha usufruito di un contributo regionale di 22 mila 500 euro che permetterà di aiutare le imprese giovanili attraverso l’offerta di spazi, attrezzature e servizi.

Il progetto partirà con l’inserimento nell’incubatore di 6 imprese giovanili le cui candidature possono pervenire fino al 10 settembre (modulo qui). Una clausola che però non è così restrittiva, come ha spiegato il direttore di LaMoRo, Umberto Fava: «Se oltre alle 6 imprese prescelte, ci saranno altre buone idee imprenditoriali non le lasceremo da parte, perché l’obiettivo è quello di creare un incubatore d’imprese che possa consolidarsi e proseguire nel suo lavoro anche al termine del progetto finanziato dalla Regione. Startup Monferrato dovrà diventare un servizio per il territorio».

Le 6 imprese che saranno selezionate avranno diritto a 135 ore di formazione (a cura del ForAl), 126 ore di consulenza (a cura di LaMoRo) e 3 anni di accompagnamento nel consolidamento dell’avvio dell’azienda: «Il progetto è l’esempio tangibile di come si possa creare, partendo da un’idea, lavoro attraverso formazione e consulenza specifiche che accompagnino i giovani» ricorda il vicesindaco Cristina Fava «La speranza ora è quella di ricevere il maggior numero di domande possibili e far ripartire un territorio che vuole guardare al futuro e trattenere le sue eccellenze».

Alessandro Frau (@ilmercurio85)

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