Gatti, amore e tecnologia: Ecco la social innovation di MiaGola Caffè (che trionfa al premio SMAU)

Andrea Levine: «Questo progetto unisce la tecnologia e i gatti, con un desiderio irrefrenabile di fare qualcosa d’importante nell’ambito dell’innovazione sociale»

Questa storia inizia con una foto:1000541_352224854900623_1912282672_n

«L’illuminazione per realizzare MiaGola Caffé l’ho avuta dalla mia copertina facebook: è una foto che risale a giugno 2012, il periodo in cui avevo appena portato a casa i miei due gatti. C’erano gli europei, stavo guardando la partita e improvvisamente li ho visti appoggiare le zampe sullo schermo. Li immortalai e da allora quello scatto è diventato la sintesi di questo progetto che unisce la tecnologia e i gatti, con un desiderio irrefrenabile di fare qualcosa d’importante nell’ambito dell’innovazione sociale».

Dentro MiaGola Caffè c’è molto della storia della sua fondatrice, Andrea Levine, 36 anni, americana ma da una vita residente a Torino: «Dopo l’università, la mia è stata una vita vagabonda perché prima di iniziare quest’avventura ho girato un po’ e lavorato all’estero, compresi due anni nell’Europa dell’Est. Poi ho passato due anni in Cisco dove mi occupavo di soluzioni di collaborazione aziendale, senza essere pienamente soddisfatta di quello che facevo. L’anno scorso alcuni eventi personali mi hanno portato a svoltare e a dire – Questa cosa la faccio! – e da lì ho incanalato tutte le mie energie nel progetto MiaGola Caffè unendo la passione per il sociale con il percorso lavorativo fatto in precedenza»

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Gli inizi

Sono due le considerazioni da cui partire: Miagola Caffè non è un semplice locale e i gatti, veri inquilini, non sono protagonisti di uno show. Andrea è riuscita a creare un luogo in cui far convolare le numerosissime idee che ha in testa, tutte legate a temi solo apparentemente diversi fra loro: l’amore per gli animali, l’uso intelligente della tecnologia, il recupero della tradizione, l’interesse per il territorio, l’importanza dell’educazione e della lingua inglese. Tutto in quattro mesi e dando un’impronta molto femminile al locale: «Sono partita dall’assunto che quando vai al parco con il cane conosci e parli con tanti altri padroni: ti ricordi cioè di essere un animale sociale. Spesso i locali moderni prevedono la presenza di questi piccoli tavolini circolari che aumentano l’isolamento comunicativo, già derivante dall’onnipresenza degli smartphone».

MiaGola Caffè è in assoluto il primo locale di questo tipo in Italia. Nato in oriente e sviluppatosi in Giappone, ha avuto una sua diffusione europea partendo da Vienna e diffondendosi poi nelle grandi metropoli come Parigi, Londra, Budapest e Berlino. Per farlo nascere a Torino però, città con caratteristiche assai diverse, bisognava puntare su qualcosa che coinvolgesse tutto il territorio. Andrea si reca così a Vienna per vedere di persona che cosa era stato fatto a riguardo e come si poteva fare altrettanto, in maniera originale, sotto la Mole: «Ho pensato molto al fatto che, se non avessi localizzato bene quest’idea, avrei avuto vita molto breve, come la fine di qualsiasi altra novità passeggera. Ho pensato, allora, di stendere un vero progetto di collaborazione con il territorio, legato ad un principio molto semplice: come far socializzare meglio i miei clienti? Come far comunicare le persone con gli animali? La risposta che mi sono data è stata quella di puntare sulla tecnologia intelligente e sul recupero di alcune tradizioni che oggi stanno scomparendo. Così l’anno scorso mi sono appoggiata al MIP e ho iniziato a scrivere il mio business plan. In realtà mi sono illuminata immediatamente per un’associazione di simboli e luoghi: Torino, Museo Egizio, Culto del Gatto ma anche Torino, città magica ed esoterica, devota al gatto. Sul soppalco del locale ho così riprodotto uno skyliner della città piemontese in cui convivono monumenti e animali: un modo diverso per mostrare la città».

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Il locale

Il luogo che Andrea ha scelto non è casuale ma, anch’esso, porta con sé una bella storia: «Questo è stato il primo fast-food di Torino. Un locale che aveva già interpretato il ruolo di aggregatore sociale. MiaGola caffè, in questo senso, poteva così rappresentare un motivo di continuità e recupero».

Gli arredi, il recupero di oggetti d’epoca, l’ambiente spartano ma accogliente, rustico ma elegante, tutte scelte non affidate al caso: «Mi sono affidata ad un architetto che mi ha aiutato a creare un ambiente che rispettasse in assoluto il primo comandamento: far star bene i gatti e evitare che essi si sentissero in vetrina. Il locale, essendo molto grande e sviluppato in tre livelli, mi ha consentito di dedicare uno spazio interamente per loro, separato dalla clientela. Il fatto di essere sviluppato in altezza è una cosa che piace molto ai gatti: trovano un ambiente idoneo, dove trovarsi a loro agio e che scoraggia la possibile uscita all’esterno. Ma se questo dovesse accadere, tra l’altro, si troverebbero in una zona pedonale e non rischierebbero di essere investiti da auto. All’interno abbiamo allestito tutta una parete con oggetti di recupero, come i cassetti, che permette loro di avere altri stimoli per giocare o isolarsi. I gatti hanno anche la possibilità di scorrazzare nella parte soppalcata che ospita un’area educativa per i bambini. Nel piano di sotto, offlimits per i clienti, abbiamo costruito la loro area personale dove ci sono le lettiere e altri confort. Ovvero luoghi dove possono mangiare e stare in pace».

Nel locale inoltre non esiste il bancone e la zona cucina è nettamente separata dai tavoli. L’ambiente è dinamico, i gatti vanno e vengono, può capitare di vederne tanti o solo qualcuno: «È la loro casa ma non per questo stanno sempre in salotto a far compagnia agli ospiti. L’obiettivo non è assolutamente fare lo show dei gatti. Decidono loro dove vogliono stare e quanto vogliono interagire con gli avventori».

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La tecnologia

L’elemento più moderno del locale è un grande schermo che occupa quasi una parete.  Si tratta di un video wall dove vengono trasmessi in un flusso continuo annunci di cani e gatti che cercano casa. Un servizio fornito da La Zampa, progetto ideato da La Stampa: «Ho la liberatoria a trasmetterli e ogni settimana metto i filmati nuovi che mi vengono consegnati. In sovraimpressione c’è sempre il sito di riferimento e il numero di telefono del canile e gattile a cui rivolgersi per informazioni».

Andrea, per far partire il progetto, si è servita del crowdfunding, lanciando una raccolta fondi su eppela. L’obbiettivo era quello di rivolgersi alla comunità degli amanti degli animali, una rete dal grande potenziale ma poco unita e informata. Con un tool di collaborazione efficiente, e facendo leva sui social network, si sono raccolti i 10.000 € richiesti. Per pubblicizzare l’apertura è stato organizzato anche un flash mob, davanti al locale, a ridosso della giornata internazionale del gatto.

Premio Smau

All’interno di MiaGola Caffè il wifi è libero, fornito da una startup del Politecnico di Torino, Trampoline SRL: «Il wifi è garantito dal servizio placejam, una collaborazione che ho voluto stringere perché credo sia importante fare rete con altre aziende del territorio. Per questo ho pensato al Politecnico di Torino e alle sue startup: un altro esempio è Scloby per il registratore di cassa. Nell’allestimento dell’area educativa, in una seconda fase di sviluppo che vorrei portare avanti, ho pensato a tavolini con i-pad, dove diffondere le applicazioni sviluppate proprio da I3P.

E grazie a questa visione tecnologica, MiaGola Caffè ha già vinto numerosi premi: «Grazie anche a Placejam abbiamo vinto il premio ICT Piemonte 2014, dell’osservatorio SMAU, per aver creato una comunità digitale online di amanti degli animali. La cosa che mi rende più orgogliosa è il valore che tutto questo può comportare: un cliente entra nel locale, consuma, guarda lo schermo e ha  il riferimento di un sito internet che può immediatamente cercare. Convivenza assoluta di una comunità virtuale e reale insieme. Mettersi in relazione offline con le persone e continuare al di fuori del locale online».

Parallelamente ci sono altre iniziative che puntano invece a raccontare ciò che il tempo sta sfacendo dimenticare e che Andrea vuole recuperare: «Qui dentro vogliamo sviluppare azioni di innovazione sociale mirate anche al recupero di attività ricreative che forse si danno per scontate ma che sono in declino. Ogni giorno passo tra i vari tavoli dando fogli e pennarelli perché all’interno del locale ho inserito sei buche delle lettere, una per ogni gatto. Ai bambini raccontiamo che nella giornata di lunedì, giorno di chiusura, gli animali leggono la posta che arriva loro e chiedo se hanno il piacere di lasciarci un disegno da fargli trovare. Tutti i disegni vengono poi appesi nel soppalco in modo che i bambini possano ritrovarli se dovessero tornare a farci visita. Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un disegno di una bambina da Pistoia e questo mi ha fatto capire che un’azione del genere, spedire qualcosa a mano, non è un’azione così scontata. Ci sono bambini che non hanno mai visto arrivare una lettera o cartolina: un’azione che li entusiasma. Gli adulti, invece, ci lasciano spesso foto e poesie che si possono ritrovare ugualmente nel locale: gli animali cioè hanno la grande capacità di farci esprimere emozioni. Qui anche per l’uso di grandi tavoli tondi e allungati abbiamo puntato per una diversa comunicazione, meno chiusa e più aperta alla condivisione. Persone che qui s’incontrano, provando una naturale empatia, contribuiscono a costruire una rete perché hanno già un punto in comune: l’amore per gli animali».

Nel soppalco, spazio realmente modulabile, è prevista anche un’area di coworking con sedie, tavoli e un servizio di video-conferenze: «Questo può essere interessante anche in fase di sviluppo. Ho costituito MiaGola srl: immaginando MiaGola caffè in altre città, sempre con grande attenzione ai luoghi ai territori: skyliner diverso, associazioni e realtà food locali, impegno a mantenere l’identità e a esportare valori. Locali che potranno video-comunicare e scambiarsi informazioni, consigli e suggerimenti. Un altro modo di fare rete».

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I progetti

Sono tanti i progetti che Andrea vorrebbe sviluppare nei prossimi mesi e che mirano a fornire servizi per la città di Torino: «Il 14 maggio, il giorno che è arrivato il premio SMAU, abbiamo avuto anche l’incontro con l’assessore Enzo La Volta.  L’anno scorso l’amministrazione cittadina è partita con un progetto che prevedeva il censimento delle colonie feline del territorio, il primo del genere in Italia. Qui abbiamo ospitato la presentazione dell’iniziativa grazie al video wall e avevamo messo le basi per una possibile collaborazione. Voglio riprendere da lì per proporre altre cose. Ho pensato, ad esempio, che potesse essere interessante usare in maniera intelligente l’area pedonale davanti al locale, magari con l’aiuto del Comune: da settembre, una volta mese, movimentando i volontari, potremmo aiutare le colonie feline in città, fornendo scatolette e bonificando alcune zone. Mi piacerebbe, inoltre, che qui davanti potesse esserci un infopoint per gli animali, un equivalente di quello più noto per turisti. Via Amendola, infine, ha delle panchine che, con una visione di lungo periodo, potrebbero essere trasformate in panchine intelligenti con la possibilità di ricaricare i telefoni e avere il wifi integrato. Chissà se nel tempo riusciremo a farlo, vedremo. Bisognerebbe coinvolgere partner e sponsor ma sarebbe importante davvero per Torino e i torinesi».

MiaGola Caffè è un luogo dove l’educazione, anche linguistica, riveste un ruolo fondamentale: «Miagolare è comunicare e noi possiamo farlo anche in diverse lingue. Essendo americana ho voluto inserire all’interno di questa realtà anche altri servizi e talenti che possedevo. Ad esempio facevo lezioni d’inglese, anche per i bambini, durante l’università. Con MiaGola English, durante la pausa pranzo, i professionisti o chiunque abbia poco tempo, può venire qui e fare conversazione in inglese recuperando e dando ancora più valore al proprio tempo. Ho anche iniziato, con i primi bambini, a fare MiaGola Kids: tra le 17 e le 20, da lunedì al venerdì, mentre i genitori si rilassano davanti a un aperitivo, io gioco con i bambini, insegno loro qualcosa sul mondo degli animali, leggiamo favole in inglese ai gatti. Un modo diverso per conoscere l’animale in un contesto interattivo e innovativo».

Senza dimenticare anche MiaGola shop: «Sì, abbiamo anche un’area dedicata alla vendita di prodotti legati al gatto. Piccoli gioielli, bigioterria, peluche di pezza che possono ancora di più rappresentare e valorizzare il simbolo del locale. Mi piacerebbe però vendere cose anche legate al miglioramento della vita dell’animale o che possano aiutare ad elevare il livello di civiltà della gente: penso ai sacchettini per raccogliere i bisogni dei cani per fare un esempio. Oggetti utili, con il nostro marchio, che migliorino la società».

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La gastronomia

Anche cibi e bevande sono frutto di ponderati ragionamenti: «Ho scelto di collaborare con realtà più piccole ma di alta qualità. Eccellenze vere e proprie che si muovono benissimo nel territorio. Una di queste è Caffè Alberto, azienda di grande valore che sposa l’impronta sociale di questo locale. Il gelato, che noi offriamo con canestrino e lingua di gatto per ottica di coerenza, è fornito da Menodiciotto, una realtà che risale ad un ristorante storico di Torino chiamato Il gatto nero. Tutto è quindi collegato. Offriamo tè, infusi e tisane che hanno il nome dei nostri gatti, un ulteriore modo per comunicare con la clientela in maniera speciale».

I gatti

I gatti ospitati da MiaGola Caffé sono sei, tutti diversi e con delle storie importanti alle spalle: «Provengono da due gattili e da un’associazione. Volevo creare una sorta di sinergia e collaborazione tra queste realtà simili e, allo stesso tempo, far capire alle persone che nel territorio operano diverse realtà. Questo ha complicato un po’ la gestione perchè mettere insieme gatti che arrivano da tre posti diversi non è stato banale. Barney, il gatto nero, arriva dal gattile di strada Cuorgnè alla Falchera. È il primo arrivato, il giorno di San Valentino. Per inserirli nel migliore dei modi mi sono appoggiata a un veterinario comportamentista, ho cercato sempre di non muovermi da sola ma di fare rete e quindi, anche grazie al suo supporto, li ho inseriti a coppie. Lui è stato una settimana da una mia amica con Mia la micia tricolore che insieme a Sissi, gatta semisiamese, e Romeo, il gatto rosso, arriva da Bussoleno tramite un’associazione che si chiama La Cincia. Poi ci sono i due fratelli, Titti e Silvestro, che invece arrivano dal gattile di Moncalieri e sono i due più giocherelloni, passano le giornate a inseguirsi. Durante i mondiali  si allenavano a giocare con la pallina ma quando l’Italia è uscita hanno avuto un calo d’interesse. Un dato di fatto documentato».

Sei gatti per un motivo ben preciso: «Nella numerologia il sei è simbolo di armonia. Potrei prenderne e ospitarne di più però preferisco aspettare di vedere come si evolvono le cose. Dipende anche dal Comune e dalle istituzioni intuire il possibile potenziale di un locale come questo: potremmo anche diventare un ostello temporaneo ma tutto è legato, ripeto, a come si evolveranno le cose»

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Cambiamo tutto

Nel locale c’è anche un pianoforte, un oggetto che rappresenta in pieno l’anima del locale e la guida di Andrea: «Era di mia madre che è scomparsa lo scorso agosto. A lei ho voluto dedicare questo progetto. È un oggetto che ha arricchito notevolmente MiaGola Caffé perché capita che ogni tanto entri qualcuno a suonarlo rendendo ancora più armonico l’ambiente. Abbiamo fatto partire un mese fa “miagolare in musica”, una serata con violinista e violoncellista che ha avuto un grande successo. Mi piacerebbe dunque inaugurare un filone di questo tipo che unisca la musica classica e la gastronomia. Anche la lana distribuita in giro per far giocare i gatti è un simbolo a cui tengo perché mia mamma lavorava a maglia».

Alla fine di questa chiacchierata, densa di storie, c’è ancora un aneddoto che Andrea mi vuole raccontare: «Sai che cosa stavo leggendo, in treno verso Vienna, mentre immaginavo questa realtà? Un libro che dovresti conoscere: Cambiamo tutto, la rivoluzione degli innovatori di Riccardo Luna. Ecco… Spero, nel mio piccolo, di star contribuendo davvero a cambiare tutto».

Alessandro Frau (@ilmercurio85)