Rapporto Rota: «Così startup e incubatori stanno cambiando il volto di Torino»

Pubblicato “Semi di fiducia” il 15° rapporto Giorgio Rota: «La città ha bisogno soprattutto di cambiare, in risposta a un mondo che è cambiato»

www.rapportorota.it foto: Simone Ciaralli

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foto: Simone Ciaralli

Partiamo dalle conclusioni: «Riguardo al mondo del lavoro, Torino e la sua area metropolitana manifestano segnali sia positivi sia negativi, per certi aspetti contrastanti. Diminuiscono i fallimenti, ma il numero di imprese che chiudono supera quello delle aperture. Alcuni settori economici hanno recuperato, tornando a livelli di produzione pre-crisi, mentre altri accentuano le loro difficoltà. Cresce l’export, al tempo stesso si riduce il numero di multinazionali insediate nell’area. Brillano startup, incubatori e centri di innovazione, ma la green economy resta nel torinese più marginale che altrove».

Il Rapporto Giorgio Rota su Torino racconta dal 2000 la trasformazione della città, posando un occhio vigile su tutti quei settori influenti che agiscono per modificarne la natura: le imprese e il mondo del lavoro, l’innovazione, il tessuto sociale, l’architettura e lo sviluppo urbano. Pochi giorni fa è uscito l’ultimo rapporto, il 15esimo, con un titolo emblematico: “Semi di fiducia”.

«Gli ultimi anni della crisi hanno cambiato la città di Torino nel profondo, accentuando polarizzazioni geografiche, sociali, di capacità competitiva.   Torino ha bisogno soprattutto di cambiare, in risposta a un mondo che è cambiato. La fiducia è innanzitutto questa: la convinzione che la città e le sue classi dirigenti sappiano innovare in risposta a sfide nuove, individuando alcuni grandi progetti capaci di riqualificare la spesa pubblica e innescare al contempo investimenti privati, per ridare fiato a un orizzonte credibile alla crescita economica».

“Ecco una panoramica dei dati più interessanti (2013) sullo stato di salute del mondo dell’imprenditoria torinese:

easelly_visual Ma chi era Giorgio Rota (1944-1984)?

In pochi, nel ventesimo secolo, si dedicarono a studiare le trasformazioni della città di Torino con lo stesso minuzioso occhio indagatore. Rota è stata una delle figure più importanti che la città ebbe durante quei decenni che sconvolsero l’Italia nella seconda parte del Novecento, tra boom economico e proteste giovanili. Professore universitario, saggista, esperto di economia politica e del mercato monetario, fine osservatore della società e delle sue derive, è stato, inoltre, consulente per il Ministero dell’Industria, Confindustria, Unione Industriale di Torino, i vertici della Fiat e dell’Olivetti. Un curriculum che si completa con l’impegno in prima linea all’interno della Fondazione Agnelli e del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino, sin dalla sua fondazione.

Il Rapporto è stato realizzato dall’associazione L’Eau Vive e dal Comitato Giorgio Rota, divenuto in seguito Fondazione Rota. Nel 2012 la Fondazione è confluita proprio nel Centro Einaudi, una nuova linfa per dare continuità e maggior forza al progetto del Rapporto, nonché alla memoria dell’economista torinese.