100 anni di lavoro attraverso un edificio (Parte seconda)

Dalla fonderia al coworking, come cambia un edificio al tempo della new economy

L’altra settimana vi abbiamo parlato dell’ingegnere Porcheddu, l’uomo che ha cambiato il modo di costruire gli edifici grazie all’introduzione del cemento armato e che ha costruito l’edificio che ospita oggi il Toolbox coworking e il FabLab In via Montefeltro 2, nel quartiere di Crocetta,  a Torino.

Oggi facciamo un altro passo avanti: alla fine degli anni ’50 la fonderia viene acquistata dalla Ghia-Osi per ampliare la produzione. Ecco qua la loro storia.

Quando Giacinto Ghia fonda a Torino la società  che porta il nome di famiglia ha trentuno anni e un’esperienza come collaudatore di macchine con la Diatto e la Rapid. L’azienda realizza la sua fortuna fabbricando carrozzerie in alluminio, materiale rivoluzionario per l’epoca.La società produce sia per se stessa che per altri marchi importanti come FIAT, Alfa Romeo e Lancia, consacrando la sua posizione come leader del settore nel 1929, quando l’Alfa Romeo 6C 1500 vince la corsa delle Mille Miglia. Da allora la società Ghia S.p.A. ha un nome rispettato nel settore automobilistico a livello mondiale. L’arrivo della seconda guerra mondiale però affonda l’azienda, il cui stabilimento viene distrutto durante un bombardamento. Giacinto muore il 21 febbraio 1944 per un attacco di cuore.

La società passa nelle mani del designer Felice Mario Boano e di Giorgio Alberti. Boano nell’arco di due anni ne rileva tutte le quote societarie diventando l’unico proprietario. Con sua guida l’azienda torna a crescere, creando importanti collaborazioni con varie case automobilistiche, tra cui la Ferrari. Nel 1953 la Ghia insieme alla Karmann e alla Volkswagen avvia una collaborazione che la porterà a creare la Karmann-Ghia, modello di grande successo ispirato al design del Maggiolino Volkswagen.

Nel 1954 Boano si dimette per divergenze con l’ingegnere Luigi Segre, che ne prende il comando.

È il 1958 quando l’azienda, in piena fase espansionistica, si sposta dalla sede in Corso Unione Sovietica per trasferirsi in via Agostino da Montefeltro. L’anno successivo, ristruttura lo spazio antistante, la vecchia fonderia Carlo Garrone.

Nel 1960 Luigi Segre fonde la Ghia S.p.A. con la Fergat S.p.A., società di Arrigo Olivetti dando vita ad una nuova società, la Ghia-OSI (Officine Stampaggi Industriali), per ricercare nuovi sbocchi lavorativi. In questo modo l’azienda inizierà a produrre modelli in serie, diventando una della prime carrozzerie in Italia a passare dalla manifattura alla produzione industriale.

Nel 1963 un altro lutto segna l’azienda. Luigi Segre muore a quarantaquattro anni durante un intervento chirurgico.

Da allora l’azienda passa in mani di diversi dirigenti, fino ad essere assorbita, nel 1973 dalla Ford.

Nel 1978 la fabbrica passa nelle mani della G.B. Sportelli, un negozio di abbigliamento. La prossima settimana parleremo di loro e dell’architetto che ha ristrutturato lo spazio per come lo vediamo oggi: Caterina Tiazzoldi.

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