Kilos: il vintage anticrisi sbarca a Torino!

Se il vintage è tornato di moda non è certo colpa della crisi, ma se i moderni imprenditori son costretti ad inventarsi nuovi metodi di vendita, quello sicuramente sì. Sembra proprio che quest’anno sarà la parola “convenienza” a dettare le regole del mercato e c’è qualcuno che l’ha intuito. Guido e Asia – torinese lui… Read more »

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Se il vintage è tornato di moda non è certo colpa della crisi, ma se i moderni imprenditori son costretti ad inventarsi nuovi metodi di vendita, quello sicuramente sì. Sembra proprio che quest’anno sarà la parola “convenienza” a dettare le regole del mercato e c’è qualcuno che l’ha intuito. Guido e Asia – torinese lui polacca lei – entrambi poco più che trentenni e con un lavoro sicuro hanno deciso di cambiare le regole, di investire sulle loro idee e di sfidare la crisi e i dissensi di chi sosteneva che non ce l’avrebbero fatta. 

Guido ed Asia

Guido ed Asia

Per questo abbiamo deciso di incontrarli in un grigio sabato pomeriggio: per capire come siano riusciti a concretizzare la loro idea innovativa (di negozio). Dopo aver percorso tutto Corso Regina fino ad arrivare al quartiere Vanchiglia, ci fermiamo all’angolo di via Tarino: davanti a noi una vetrina stravagante con una bilancia da pescheria, un manichino dai capelli viola coperto da una cascata di boa piumati, una borsa e un paio d’occhiali da aviatore. Eccoci da Kilos. 

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Entrando il verde della moquette e i colori dei vestiti appesi contrastano con il grigio dei palazzi del quartiere e creano un atmosfera accogliente, che la macchina fotografica e il block notes tra le nostre mani incrinano. Li abbiamo intimoriti e ora giocano a cedersi l’onore di rispondere alle nostre domande. Ma basta una battuta per ricreare un clima confidenziale. Non c’è scuola migliore che il mondo!” dice Asia sorridendo a Guido con complicità “E noi abbiamo capito che le cose importanti sono due: imparare dagli altri e ragionare fuori dagli schemi”. C’è solo questo alla base del loro successo? Forse, ma preferiscono usare il termine “riuscita” nel senso etimologico della parola: uscire di nuovo. “Abbiamo deciso di cambiare. Avevamo una vita tranquilla, stipendi dignitosi, ma quello che ci mancava era altro. Essere indipendenti e, magari, dare una svolta. Non bisogna farsi spaventare dalla società, bisogna confrontarsi con essa e con le idee di altri, per capire poi come essere in grado di distinguersi.” Questo loro l’hanno capito viaggiando, uscendo appunto nel mondo là fuori. “Berlino, Parigi, Stati Uniti, ma anche Italia. Sono molte le idee interessanti ed utili da poter sviluppare, ampliare, adottare. Noi ne abbiamo solo scelta una che pensavamo potesse ritagliarsi una fetta di mercato a Torino ”. E’ da questa filosofia e da molti viaggi quindi che ha preso forma il loro nuovo stile di vita e la loro nuova attività commerciale, Kilos. “Si tratta di un negozio di abbigliamento secondhand dov’è possibile acquistare capi stabilendone il prezzo in base al peso. Così abbiamo la possibilità di riequilibrare tutti queimeccanismi legati al buisness dei grandi marchi: il cotone, alla fine, pesa uguale sia da Dolce e Gabbana che dall’Oviesse. In questo si distingue Kilos”.

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 Non è dunque una faccenda di solo guadagno personale, dietro c’è il tentativo di rinnovare un rapporto da anni violentato dalle leggi di mercato, quello venditore-consumatore. “Si è persa l’onestà e il senso stretto di comunità. In un periodo tanto difficile si devono creare compromessi e accordi tra le persone. Quindi tu indossi abiti usati, io te li vendo a basso costo.” L’onestà non traspare esclusivamente dalle bilance, ma anche dai cartelloni infissi alle pareti che indicano la variazione del prezzo nell’arco della settimana.

Il cartellone indica la variazione settimanale dei prezzi

Il cartellone indica la variazione settimanale dei prezzi

Il lunedì e il giovedì sono i giorni di consegna, l’offerta è più ampia, quindi si parte da 34,90 euro al kg; nei giorni successivi, quando parte della merce è esaurita, il prezzo si abbassa a 19,90 al kg. Qui è possibile acquistare un maglione di cachemere a 6 euro…il sabato” SorridonoNon siamo i primi in Italia. A Milano, Kilofascion, e a Torino, Robe di Kappa, hanno già proposto questo sistema di vendita, ma sempre trattando merce nuova, mai usata. La maggior parte dei negozi secondhand inoltre, funzionano sulla compravendita di merce da privati. Noi ci riforniamo da appositi fornitori in tutta Europa, essi stessi rivenditori al kg

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Guido e Asia hanno unito quindi il buisness del secondhand ad un’idea innovativa già presente in Europa ed in Italia, ma soprattutto stanno dando un segnale a chi come loro vuole di più dalla vita: cambiare si può, ripartendo dalle origini, da quello che ci piace e da quello che ci dà fastidio del mondo in cui viviamo. Nel salutarli non possiamo fare a meno di osservare quanto sianogiovani, belli e soprattutto sereni, una qualità rara tra le nuove generazioni. Ti danno a pensare che non sia così difficile mettere un punto alla propria esistenza per migliorarla. E anche che se questo possa, in qualche modo, migliorare quella di altri è solo un valore aggiunto.

Sofia Beltramo, Valeria Manera